spot_imgspot_img

Pesce crudo? Si, ma con attenzione

Salute

Soprattutto in estate, aumenta la voglia di pesce, e in particolare di pesce crudo. A volte però ci può essere un pericolo serio che vi si nasconde: l’anisakis, un parassita che infesta vari tipi di pesce e che può provocare nell’uomo gravi intossicazioni alimentari.

L’ultimo fatto è avvenuto in Salento, dove dopo una cena a base di pesce crudo, i commensali hanno avvertito malori e le condizioni di uno di loro si sono aggravate fino alla morte.

«Negli ultimi anni c'è stato un aumento dei casi dovuto alla diffusione nei menù dell'offerta di pesce crudo – spiega all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e referente per il Sud Italia della Fondazione medicina personalizzata – l'anisakis aggredisce l'uomo in forme diverse: una strettamente gastrointestinale, che può partire da 12 ore fino a 7 giorni dopo il pasto. Si manifesta con dolori di stomaco, nausea, vomito e febbricola. 

Poi c'è una forma decisamente più grave, extra gastrointestinale, che si verifica quando la larva di anisakis perfora l'intestino, perché dotata di un uncino, e arriva alla cavità del peritoneo o fino alla cavità pleurica, danneggiando la respirazione. 

L'anisakis – prosegue Minelli – rilascia infatti alcune sostanze di sua produzione che cominciano a creare erosioni emorragiche che si rivelano però solo con l'autopsia.

Poi c'è la forma più comune, quella immunoallergica, ovvero il soggetto che viene a contatto con il parassita accusa una forma allergica: una orticaria molto brutta che può persistere per mesi, con possibili edema e gonfiore del viso».

L’infezione è frequente nei paesi dove il pesce viene consumato al naturale.

Tuttavia, non è proibendo di mangiarlo che si può risolvere la situazione, basta qualche precauzione.

Il congelamento del pesce è il metodo più efficace per sconfiggere l’anisakis, tolta ovviamente la cottura, che però non è contemplata volendo consumare il pesce crudo. In questi casi l’alimento va posto nel congelatore a temperature bassissime, almeno -35°C e lasciato per 15 ore.

Se il pesce è acquistato in pescheria, verificare che i prodotti ittici in vendita siano separati gli uni dagli altri, perché l’anisakis è trasmissibile.

Se, in ogni caso, si dovessero avvertire dei sintomi come quelli descritti dopo il pasto, è bene rivolgersi immediatamente al medico.

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli