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Blue Monday

Sanihelp.it – Dovrebbe essere il lunedì più triste dell’anno: lo si è definito cosi da un po’ di anni a questa parte. In realtà come spiega Enrico Zanalda, Presidente della Società italiana di Psichiatria Forense: «Non vi è alcun riferimento scientifico per sostenere che si tratti del giorno più triste dell’anno. Ci sono delle costanti come quella di arrivare dopo le lunghe festività natalizie, in uno dei periodi con meno luce e temperature più rigide dell’anno (almeno nel nostro emisfero) avvisandoci che non avremo più festività infrasettimanali. Le vacanze di Natale sono coincise per molti con un ritrovato entusiasmo a viaggiare post-pandemia, che è stato troncato dal rientro in ufficio e che il 16 gennaio segnerà l’inizio della seconda settimana lavorativa completamente intera. Sembra che ad aver stressato l’ipotesi del Blue Monday siano invece delle strategie di marketing per invogliare i consumatori a comperare o a programmare delle vacanze in un periodo in cui non ci sono stop obbligati».

Questo lunedì così triste può essere in qualche modo favorito anche da comportamenti sbagliati a tavola: vi si arriva dopo le abbuffate natalizie, in preda all’impellente bisogno/desiderio di rimettersi in forma: «Lo scarso apporto di zinco, ferro, magnesio e vitamina B12 – ricorda Elisabetta Bernardi specialista in Scienza dell'Alimentazione, biologa e nutrizionista – è un potenziale rischio per lo stato di salute mentale. L'aumento del rischio di depressione con le diete vegetariane e vegane è biologicamente plausibile perché vegetariani e vegani sono a maggior rischio di un’assunzione non ottimale di nutrienti essenziali come la vitamina B12, il ferro e gli acidi grassi omega 3, che sono necessari per il funzionamento ottimale del sistema neuroendocrino. In generale, si è visto che la dieta mediterranea è la strategia migliore per la salute non solo del corpo, ma anche della mente».

Ecco quindi che sapendo che questo lunedì sarà così malinconico sarà bene optare per qualche alimento amico della felicità.

La carne, quella rossa in particolare, per esempio, fa parte della top ten degli alimenti che danno la felicità, grazie alla ricchezza di triptofano, amminoacido essenziale capace di stimolare la serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore, ma anche di vitamine del gruppo B, vitamina D, minerali anti-stress come ferro, zinco, rame, magnesio e selenio e grassi omega 3, tutti nutrienti utili per alzare il tono dell’umore e combattere gli stati depressivi.

Gli acidi grassi omega 3 di origine marina, infine, regolano la neurotrasmissione dopaminergica e serotoninergica, riducendo la depressione e l'ansia.

Il dottor Zanalda tiene inoltre a precisare: «Non so se è fondata la questione del Blue Monday ma sicuramente i cambiamenti dell’umore reattivi alle condizioni esterne sono più frequenti con la riduzione della luce naturale. La luce, attraverso il nervo ottico, riequilibra il bilanciamento della melatonina-serotonina e regolarizza i ritmi circadiani sonno-veglia, migliorando anche l’umore. Gioca un ruolo importante anche l’isolamento relazionale che è più frequente con le temperature rigide poiché si tende a rimanere più al chiuso favorendo così la solitudine che soprattutto nelle persone anziane contribuisce a sentimenti di autosvalutazione e depressione».

Oltre a coccolarsi a tavola, a fare una bella passeggiata se il tempo lo permette il dottor Zanalda conclude con un altro utile consiglio: «In generale per evitare cambiamenti dell’umore, suggerisco di dedicare del tempo a sé stessi. Sulla base delle priorità di ciascuno, questa gestione del tempo può essere fatta concentrando alcune attività intellettuali, come ad esempio rivolte ai libri, alle mostre d’arte o al cinema o cucina. Oppure aumentare le attività fisiche in palestra, oppure camminando o all’aria aperta. Anche lo yoga e la meditazione possono essere d’aiuto perché coinvolgono entrambi gli ambiti. Consiglio anche di dedicare del tempo agli affetti e alle persone per noi importanti, contribuendo a farle stare bene. Per molte persone diventa terapeutico anche il rapporto con un animale (pet therapy), in cui occuparsi di lui diventa una vera e propria modalità per sentirsi meglio».

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