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Malattie della pelle: la vitiligine

Salute

L’origine della malattia è sconosciuta, probabilmente si tratta di una patologia autoimmune. Il sistema immunitario dell’organismo attacca per errore le cellule della pelle (melanociti) deputate a conferire la colorazione, creando così delle zone depigmentate.

A volte, il soggetto che soffre di vitiligine può presentare altre malattie autoimmuni, come per esempio la tiroidite, l’anemia perniciosa, il morbo di Addison o il diabete mellito di tipo 1.

È possibile, anche se non c’è certezza, che la vitiligine possa essere scatenata da eventi particolarmente stressanti, come per esempio il parto, oppure danni alla pelle, come scottature o lesioni gravi, o esposizione a sostanze chimiche.

Non è una malattia infettiva, non è contagiosa e neppure dolorosa, ma può creare notevole disagio psicologico a causa dell’inestetismo. Può colpire qualsiasi zona della pelle, anche se più frequentemente si localizza sul viso, sul collo, sulle mani e nelle pieghe della pelle.

Nel mondo la vitiligine ha una diffusione stimata intorno all’1-2%, senza differenze di sesso o etnia e si può presentare in qualsiasi momento della vita.

Le aree di pelle bianche sono più soggette alle scottature solari, è quindi indispensabile utilizzare una crema solare ad alto fattore di protezione.

Non esiste una terapia definitiva per la vitiligine, la cura mira a ripristinare il colore naturale della pelle, in quanto l’aspetto estetico non è da trascurare, potendo causare problemi psicologici di vario tipo alle persone colpite.

Se, per ovvie ragioni, bisogna limitare l’esposizione solare, potrebbe rendersi necessario un apporto di vitamina D.

Tra i farmaci utilizzati, i corticosteroidi per uso topico o, sempre per uso topico, immunosoppressori come pimecrolimus e tacrolimus. Esistono anche prodotti di dermocosmesi che riducono la differenza di colore tra le macchie e il resto dell'epidermide. 

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