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Analisi cliniche: l’urinocoltura

Salute

I sintomi che portano il medico a prescrivere l’urinocoltura sono il bisogno frequente di urinare e la comparsa di dolore e/o bruciore mentre si urina. Questa analisi serve per individuare la presenza e il tipo di batteri presenti nell’urina, che possono essere molti, ma i più frequenti sono Proteus, Klebsiella e Escherichia coli. Il test deve essere effettuato in un contenitore sterilee non richiede preparazione di alcun tipo. Le urine devono essere le prime del mattino.
L’unica precauzione richiesta è lavarsi accuratamente le mani e la zona genitale prima di raccogliere l’urina. Il contenitore sterile deve essere aperto all’ultimo momento, per evitare che si possa inquinare.
Stando attenti a non toccare l’interno e i bordi del contenitore si deve a questo punto raccogliere il getto di mezzo dell’urina, eliminando il primo e l’ultimo getto.
Il contenitore non va riempito, in quanto è sufficiente una piccola quantità per eseguire l’esame.
Con la dovuta attenzione, bisogna poi chiudere il barattolo con il suo coperchio e portarlo al laboratorio di analisi il prima possibile. 
Come abbiamo visto, l’esame non è né doloroso né fastidioso.
L’urinocoltura si esegue spesso anche in gravidanza, in quanto in questo periodo si è più esposti alle infezioni.
E nei bambini piccoli come fare? Esistono in commercio dei sacchettini sterili da applicare all’inguine del bambino, dopo una accurata pulizia. Quando il bimbo ha urinato, con le mani ben pulite il sacchetto si stacca e si chiude come da istruzioni allegate. 
Una volta arrivato al laboratorio il campione viene posto su terreni di coltura per verificare se crescono dei batteri. Se il risultato è positivo, l’antibiogramma ci dirà quale tipo di batteri è presente e a quali antibiotici sono sensibili o resistenti questi batteri, in modo che il medico possa prescrivere la cura adatta.
Se invece si ottiene un risultato negativo dobbiamo ritenere che non sia presente alcuna infezione, ma se i disturbi continuano può essere necessario ripetere l’esame. Meglio non sottovalutare i sintomi perché, se l’infezione viene trascurata, può risalire fino ai reni causando gravi complicazioni.

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