spot_imgspot_img

Vitamina D: meglio evitare la carenza

salute

La vitamina D è liposolubile, cioè si scioglie nei grassi, e ne esistono due forme non attive: la vitamina D2, o ergocalciferolo, che si forma nei lieviti e nelle piante, e la vitamina D3, o colecalciferolo, che si forma nell’uomo e negli animali. Da entrambe queste forme deriva la forma attiva.

Il ruolo fondamentale della vitamina D è mantenere l'equilibrio tra calcio e fosforo all'interno dell'organismo, cosa fondamentale per prevenire il rachitismo nei bambini e l’osteoporosi negli anziani.

A questa vitamina, tuttavia, sono state attribuite altre funzioni, non meno importanti, tra le quali effetti antitumorali, tuttora allo studio, e effetti sul sistema immunitario.

In alcuni studi di laboratorio la vitamina D ha dimostrato di essere potenzialmente in grado di prevenire o rallentare lo sviluppo del cancro, ma ad oggi non vi sono certezze in merito.

Un terzo del fabbisogno giornaliero di vitamina D proviene dall'alimentazione. Le fonti principali sono rappresentate da pesce (salmone, sgombro, aringa), tuorlo d’uovo, fegato e carni, oltre ai cibi che ne sono arricchiti a livello industriale, come per esempio i cereali per la prima colazione.

La vitamina D è anche sintetizzata nella pelle in seguito all'esposizione diretta alla luce solare, a partire dal 7-deidrocolesterolo, grasso simile al colesterolo.

Recentemente, in seguito all’epidemia da Coronavirus, le sono state attribuite anche proprietà protettive nei confronti di questa infezione.

Il Ministero della Salute ha tuttavia chiarito che non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo coronavirus.

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli