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Malattia di Kawasaki e Covid 19: c’è un legame?

salute

Se ne stanno occupando i pediatri, preoccupati da questa escalation. L’aumento della frequenza di questa malattia è stato osservato in particolare nelle zone più colpite dalla pandemia di Sars-Cov-2. I bambini affetti hanno presentato qualche legame con il virus: un tampone positivo, contatti con persone positive, tampone negativo, ma sierologia positiva.

Nonostante tutto questo crei una comprensibile confusione, l’unica cosa certa è che non appare casuale il collegamento con la pandemia.

La malattia di Kawasaki è una vasculite che si manifesta con febbre, eruzione cutanea, linfonodi ingrossati, lingua rosso fragola e, in alcuni casi, complicanze cardiache che possono, seppur di rado e se non curate, essere letali.

La malattia è curabile, la terapia normalmente si basa sulla somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa a dosaggio elevato; se questo trattamento viene eseguito entro dieci giorni, quasi tutti i bambini si riprendono. Queste immunoglobuline sono anticorpi generici, non specifici contro un determinato microrganismo, ma riescono a controllare l’infiammazione.

La causa della malattia è ignota, ma si pensa che sia un virus o un altro organismo infettivo a innescare una risposta anomala del sistema immunitario nei bambini geneticamente predisposti.

Di solito sono più colpiti i maschi rispetto alle bambine, tra 1 e 8 anni.

I pediatri sono in questo periodo particolarmente attenti alla possibile insorgenza di una malattia di Kawasaki in bambini affetti da Covid-19, al fine di stabilire il ruolo causale di questo virus.

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