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Covid 19 e rete 5G: facciamo chiarezza

salute

Nelle ultime settimane si sono diffuse voci che correlano la pandemia da Coronavirus e la rete telefono-dati 5G.

Con il termine 5G si intende lo standard di quinta generazione delle comunicazioni per i sistemi radiomobili cellulari. Una delle caratteristiche principali di questa rete è proprio quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi.

A questo proposito, il Ministero della Salute è stato molto chiaro, etichettando questa ipotesi come bufala:

non ci sono evidenze scientifiche che indichino una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G. Ad oggi, e dopo molte ricerche effettuate, nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato in modo causale all’esposizione alle tecnologie wireless.

Perché si è diffusa questa notizia? C’è chi sostiene che le reti 5G possano indebolire il sistema immunitario, rendendo quindi più a rischio le persone esposte alle onde radio dei ripetitori. 

Altri affermano che le reti 5G possono facilitare la diffusione di batteri nelle comunità. 

Nessuno studio scientifico, tuttavia, ha mai supportato queste ipotesi.

Tra le persone che hanno confortato questa tesi, Gunter Pauli, ideatore della Blue Economy e consigliere economico del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Pauli, in un tweet, ha ricordato che la prima città al mondo coperta dal 5G è stata Wuhan, in Cina, mentre in Europa il primato spetta all’Italia del Nord, avallando così una eventuale correlazione tra le zone colpite dal virus e la distribuzione maggiore di antenne 5G.

In realtà, per quanto riguarda l’Italia, le Regioni con la copertura da 5G sono numerose e tra di esse ci sono anche Regioni colpite solo marginalmente dal virus, eppure con molte antenne. 

Seppure sia comprensibile essere spaventati di fronte a una situazione nuova e così drammatica, dovremmo cercare di essere razionali e di seguire le indicazioni delle Autorità.

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