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I benefici della canapa per la salute

La tradizione è fatta di incroci storici inaspettati, di cambiamenti di prospettive e punti di vista. Un discorso che riguarda anche la canapa, pianta di origini millenarie arrivata in Italia oltre 10.000 anni fa.

Il Belpaese è stato per secoli al vertice della lavorazione della canapa, in particolare nell’ambito tessile con il fiorire delle Repubbliche Marinare, le quali la adoperavano soprattutto per tele, vestiti e corde delle navi.

A partire dal Secondo Dopoguerra ma in generale nel corso di tutto il Novecento c’è stata un’inversione di rotta importante, complici i pregiudizi e le informazioni non lineari riguardanti la cannabis, la marijuana e la canapa: parole spesso utilizzate come sinonimi ma che non definiscono esattamente la stessa cosa.

In seguito alla legalizzazione della cosiddetta cannabis light c’è stato un nuovo ribaltamento di prospettiva, ancora in corso, che ha portato alla riscoperta di questa componente vegetale così efficace, in particolare per la salute.

Diverse le aziende che nel Belpaese propongono prodotti non solo assolutamente legali ma particolarmente validi, su tutti l’olio di CBD. Tra le realtà più interessanti presenti online troviamo pura cbd, che segue le varie fasi della filiera non diversamente da come avveniva una volta: dalla coltivazione alla stessa commercializzazione.

In questo articolo raccontiamo qualcosa di più sui benefici che la canapa presenta per la salute e il benessere della persona, a vari livelli. Viene infatti adoperata sia in ambito medico con bisogno di prescrizione sia senza la necessità di ricetta.

Alcune cose da sapere sulla canapa

Cerchiamo di fare chiarezza, partendo dalle parole, il cui uso corretto è sempre importante. La marijuana è una sostanza psicotropa o psicoattiva la quale si ottiene a partire dalle infiorescenze fatte essiccare della canapa o cannabis, per utilizzare il nome botanico.

Esistono pertanto diverse tipologie di questa pianta e non tutte appaiono adoperate a scopo ricreativo: lo sono soprattutto quelle che appartengono al genotipo THCAS, ovvero tipico della cosiddetta canapa indiana, le quali hanno effetti psicoattivi legati all’alta concentrazione di una componente nota come tetraidrocannabinolo o THC.

È proprio il THC a fare il buono e il cattivo tempo dal punto di vista dell’efficacia della canapa, dal momento che si rivela il principale responsabile tanto degli effetti psicotropi che dei benefici per la salute.

Riesce infatti a interagire con i ricettori presenti nelle cellule dell’organismo, le quali producono molecole specifiche: gli endocannabinoidi, essenziali per molteplici funzioni fisiologiche tra cui appetito, metabolismo, memoria, riproduzione.

Il dibattito che ruota intorno alla canapa è aperto e divide fortemente tra chi vuole una legalizzazione anche a livello ricreativo, non solo terapeutico, in Italia così come nel contesto internazionale.

A fare chiarezza è nell’ambito nazionale una legge ad hoc, la 242/16, riguardante la legalizzazione della canapa light o leggera. Essa ha stabilito che il contenuto della sostanza psicoattiva, il THC appunto, non può superare lo 0,2% e comunque non andare oltre lo 0,6%: diversamente non è possibile provvedere alla commercializzazione.

Possono accedere ai prodotti a base di canapa legale solo quanti hanno compiuto la maggiore età. Un obbligo valido tanto per i negozi fisici quanto per gli store online.

Gli effetti positivi per la salute

La canapa risulta definibile come una sorta di farmaco utile per il trattamento di molteplici malattie.

Non presenta effetti collaterali ma quando il livello della componente psicotropa supera gli standard definiti per legge tende a provocare una dipendenza, con danni sia al fisico che alla mente: va quindi usata con gli opportuni accorgimenti, ovvero preferendo formulazioni unicamente legali o sotto controllo medico, per chi è affetto da particolari patologie che ne richiedono l’adozione.

Sono diversi gli studi scientifici che sono stati realizzati sulla canapa, in particolare a partire dal 1999: si vantano a oggi oltre 10.000 ricerche.

Tutte confermano la stessa cosa: che la canapa appare particolarmente valida per il trattamento del dolore cronico negli adulti, specialmente in quelli che presentano condizioni di spasticità, come accade ad esempio nella sclerosi multipla.

Nell’ambito oncologico la cannabis viene riconosciuta come un vero e proprio farmaco, ben più valido e affidabile dei farmaci oppioidi. Gli studi, inoltre, evidenziano come risulti efficace per il trattamento della nausea e del vomito conseguenti dalla chemioterapia.

Si rivela, nella versione light che non necessita di prescrizione medica, molto valida per i disturbi del sonno, inclusa l’insonnia, in situazioni quali mal d’auto, mal d’aereo e mal di mare, nonché per chi vive un periodo di stress particolare.

È infatti un rilassante e, lo ripetiamo volentieri, si rivela assolutamente affidabile nei prodotti realizzati nel rispetto delle attuali normative.

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