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Coronavirus, pandemia riduce donazioni e trapianti organi

Lo riporta il Centro nazionale trapianti (Cnt), che in occasione della 22esima Giornata nazionale della donazione fa il punto della situazione sull’attività della Rete dei trapianti in questo periodo di chiusura totale. 

«Dall’inizio dell’emergenza i donatori di organi utilizzati sono stati 127, contro i 166 dello stesso periodo dello scorso anno. Una diminuzione del 23,5%», sottolinea il report. 

I trapianti effettuati durante la pandemia sono stati 362 (-16,8% rispetto alle stesse settimane del 2019). Al momento il bilancio del 2020 «resta comunque positivo (+3%), grazie alla forte crescita dell’attività che si era registrata tra gennaio e febbraio», precisano i clinici, che aggiungono trattarsi di «un calo inevitabile data la situazione complessa delle terapie intensive che sono i luoghi in cui si può procedere all’eventuale donazione di organi dopo l’accertamento di morte. Nella parte dell’anno antecedente alla crisi sanitaria, invece, le donazioni erano aumentate considerevolmente: +13,1% dal 1gennaio al 26 febbraio 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019».

È più contenuto, invece, il calo dei trapianti: durante la pandemia sono stati 362 (-16,8% rispetto alle stesse settimane del 2019), ma sono rimasti attivi anche i centri trapianto degli ospedali più colpiti dal virus, da Bergamo (dove nei giorni del picco è stato addirittura effettuato un trapianto di polmoni) agli ospedali milanesi e a Torino».

Si tratta di un effetto atteso, secondo gli esperti, che aggiungono che in altri paesi europei si registrano diminuzioni molto più drammatiche.

In occasione della Giornata nazionale della donazione il Ministero della Salute e il Centro nazionale trapianti invitano tutti a scaricare il tesserino che attesta la volontà alla donazione dal sito www.diamoilmegliodinoi.it, a firmarlo e a conservarlo nel portafogli tra i documenti. La dichiarazione sul tesserino ha piena validità di legge, in attesa poi di potersi recare al Comune a rinnovare la carta d'identità, oppure presso le Asl o le sedi Aido, e registrare il consenso anche nel Sistema informativo trapianti.

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