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Aloe vera, tra leggenda e realtà

Salute

L’Aloe vera è una pianta molto diffusa in Italia. Le sue caratteristiche foglie la fanno assomigliare a un cactus, ma in realtà di una succulenta perenne della famiglia delle Aloaceae, di cui esistono molte varietà, la più nota delle quali è senz’altro l’Aloe vera. 

Già nei tempi antichi i suoi derivati erano noti per l’azione cicatrizzante, per la cura di piccole ferite, escoriazioni e bruciature, ma anche per le proprietà antibatteriche e lassative

Il succo di aloe è stato utilizzato per una serie di disturbi, non correlati tra loro, per combattere l’infiammazione e la febbre, per regolarizzare il ciclo mestruale, per combattere il mal di testa.

Ad attribuire all’Aloe proprietà anticancro fu un francescano, padre Romano Zago, che in una sua pubblicazione descrisse le molteplici azioni di questa pianta miracolosa, tra cui quella di curare i tumori, dando il via a numerosi studi scientifici che hanno approfondito l’argomento.

Non ci sono per ora prove certe dell’efficacia dell’Aloe vera nella prevenzione e nella cura dei tumori, tuttavia la ricerca continua ad occuparsene. 

Ciò che invece è sicuro è che i principi attivi dell’Aloe possono provocare fastidiosi disturbi, soprattutto per la presenza di sostanze antrachinoniche dalla spiccata azione lassativa: diarrea, dolori addominali, nausea e vomito.

Inoltre, chi assume terapie farmacologiche o integratori, deve prestare particolare attenzione alle possibili interazioni, in quanto i derivati dell’Aloe possono interferire con alcuni farmaci causando, per esempio, problemi alla coagulazione del sangue. 

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