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Tempo di raffreddore

Il raffreddore non è certo una cosa grave, ma il pediatra viene spesso consultato per risolvere una sintomatologia senza dubbio fastidiosa, soprattutto per  i più piccini che non sono ancora in grado di soffiare il nasino. 

I sintomi durano circa una settimana, e occorre qualche precauzione per evitare complicazioni, come otiti o sinusiti. Fondamentale è il lavaggio delle fosse nasali con soluzione fisiologica o acqua di mare appositamente preparata, e l’umidificazione ambientale

Il pediatra potrà prescrivere farmaci come espettoranti (al di sopra dei due anni) o sedativi della tosse, antipiretici, antinfiammatori o antistaminici. 

È molto importante che il piccolo beva, perché sia sempre ben idratato. 

Da evitare, nel corso di malattie virali, la somministrazione di acido acetilsalicilico ai bambini di età inferiore ai 16 anni, per il rischio di contrarre la sindrome di Reye (patologia rarissima ma molto grave). Normalmente gli antibiotici non servono, poiché sono farmaci antibatterici, mentre il raffreddore è causato da virus, a meno che il pediatra non li giudichi necessari per la copertura da infezioni batteriche che potrebbero sommarsi. 

Quando il peggio è passato, è bene prendere qualche precauzione per evitare che il piccolo si riammali, non avendo ancora recuperato pienamente l’energia:

evitare di portarlo in luoghi e/o su mezzi affollati, e attendere qualche giorno prima di reinserirlo a scuola;

non forzarlo a mangiare se non se la sente, proporgli qualcosa a lui gradito, magari frullati e spremute di frutta; farlo bere spesso per ristabilire l’equilibrio idrico;

fare molta attenzione agli sbalzi di temperatura;

permettergli di riposare se lo desidera, ma non insistere perché lo faccia se non ne ha voglia;

arieggiare l’ambiente dove soggiorna il bambino.

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