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La sindrome, o fenomeno di Raynaud, è un’alterazione della circolazione del sangue che di solito colpisce le dita delle mani e dei piedi, raramente anche le orecchie e il naso, a causa dell’esposizione al freddo. I piccoli vasi sanguigni che trasportano il sangue all’estremità si restringono e il flusso sanguigno, conseguentemente, si riduce, così che la punta delle dita diventa bianca e fredda, per poi virare al blu.
Quando la circolazione torma alla normalità, il colore cambia e le estremità possono assumere un colorito rosso.
La malattia non è disabilitante, ma può influire sulla qualità della vita.
Le donne, in particolare tra i 15 e i 30 anni, sono più colpite degli uomini; altri fattori di rischio sono la famigliarità e il fatto di vivere in climi freddi.
A volte alla base della sindrome di Raynaud c’è una malattia autoimmune, che in questo caso dovrà essere trattata per ridurre il numero e la gravità degli attacchi e per limitare i danni ai tessuti.
Per far sì che i vasi sanguigni non si restringano, la terapia potrebbe basarsi su farmaci bloccanti dei canali del calcio, come amlodipina, nifedipina, felodipina e isradipina, che rilassano e dilatano i capillari riducendo la frequenza e la gravità degli episodi, oppure vasodilatatori, che dilatano i vasi sanguigni, tra cui creme a base di nitroglicerina, sildenafil o prostaglandine.
Nei casi più gravi si può arrivare alla chirurgia dei nervi o all’iniezione di sostanze come anestetici locali o tossina botulinica di tipo A. Anche l’agopuntura può essere di aiuto.
L’utilizzo di integratori a base di olio di pesce, per aiutare ad aumentare la tolleranza al freddo, o a base di Ginkgo per contribuire a ridurre la frequenza degli attacchi di Raynaud, pur non essendo supportato da valide prove scientifiche, può essere utile.



