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Un’erba molto usata in inverno: l’echinacea

Salute

L'echinacea (Echinacea purpurea, Echinacea angustifolia ed Echinacea pallida) appartiene alla famiglia delle Compositae o Asteraceae. È una pianta erbacea perenne originaria del Nord America che può superare il metro e mezzo di altezza. È talmente bella che può essere considerata anche una pianta ornamentale, ma è più conosciuta per le sue proprietà officinali.
La parte della pianta che viene utilizzata sono le radici di tutte e tre le specie, ma dell’E. purpurea si può usare anche l’intera pianta. 
L’echinacea possiede proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie e cicatrizzanti. Si trova spesso negli integratori che vengono consigliati per prevenire il raffreddore e le malattie influenzali, ma anche per contrastare infezioni recidivanti, come cistiti o Candida vaginale e, per uso topico, contro afte, ferite, scottature o dermatiti.
L’echinacea era originariamente utilizzata dai Nativi Americani (Indiani) per uso esterno per trattare punture di insetti e addirittura morsi di serpenti, per uso interno contro i dolori, in particolare il mal di stomaco, il mal di testa e alcune malattie infettive.
Oggi è usata anche in omeopatia contro le infezioni di varia natura e le suppurazioni.
Tra le controindicazioni, oltre alla sensibilità individuale nei confronti della pianta e dei suoi componenti, ricordiamo la gravidanza e l’allattamento, le malattie autoimmuni, le malattie del fegato, le malattie degli occhi.
Inoltre, l’echinacea può interagire con alcuni medicinali, per cui viene sconsigliata in caso di terapie con antitumoralieconazolo, un antifungino che può essere usato in crema contro le candidosi vaginali, di cui l’echinacea potenzia l’efficacia con possibile tossicità, i corticosteroidi, gli immunosoppressori e il paracetamolo.

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