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Un cerotto a micro-aghi contro il melanoma

Si chiama skin-patch

Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, alcune delle cellule che formano la pelle. Si tratta di una malattia piuttosto rara nei bambini, tanto che colpisce soprattutto attorno ai 45-50 anni, anche se l'età media alla diagnosi si è abbassata negli ultimi decenni. In Italia i più recenti dati AIRTUM (Associazione italiana registri tumori) stimano circa 7.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6.700 tra le donne; con un’’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni.

Sono molte le opzioni di trattamento per il melanoma cutaneo, tra queste potrebbe entrare in futuro prossimo uno 'skin patch': un cerotto per la pelle, ad azione rapida, che fornisce farmaci per attaccare le cellule di questo tumore. Il dispositivo, messo a punto dal Massachusetts Institute of Technology, è stato presentato all'American Chemical Society Fall 2019 National Meeting and Exposition ed appare anche come un progresso verso lo sviluppo di un vaccino per il trattamento del melanoma e ha applicazioni diffuse per altri vaccini.

Già testati su topi e campioni di pelle umana, i cerotti, formati da micro-aghi, sono preparati con un metodo di rivestimento strato per strato, con molecole alternate di carica positiva e negativa. Affinché un robusto film di farmaco si formi sulla superficie del cerotto, ogni strato adiacente deve essere saldato all'altro e ai micro-aghi. Per evitare però che un’eccessiva adesione tra i vari strati comportasse un rallentamento nell'erogazione dei farmaci è stato progettato un nuovo polimero sensibile al pH. Usando l'ovolbumina di pollo come antigene modello, inoltre, il team ha vaccinato i topi con i cerotti.

Il trattamento ha prodotto nove volte il livello di anticorpi rispetto alle iniezioni intramuscolari (utilizzate per i vaccini antinfluenzali) e 160 volte il livello di anticorpi rispetto alle iniezioni sottocutanee (impiegate per i vaccini contro il morbillo). È stata anche osservata un'attivazione immunitaria in campioni chirurgici di pelle umana. Per il vaccino, è stato sviluppato un antigene con un marcatore spesso sovraespresso dalle cellule di melanoma e un adiuvante, che aumenta la risposta del sistema immunitario. Il dispositivo deve tuttavia ancora essere approvato e messo sul mercato.

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