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Antiossidanti: il coenzima Q

Salute

Il coenzima Q, o ubichinone, o vitamina Q, è liposolubile, cioè si scioglie nei grassi (lipidi) e non nell’acqua. È presente negli alimenti ma viene anche prodotto dalle cellule del corpo umano, per cui non si può considerare una vera e propria vitamina, in quanto le vitamine non sono prodotte dall’organismo, ma devono essere introdotte dall’esterno. 
Il coenzima Q si trova un po’ in tutte le cellule dell’organismo, in particolare nel fegato, nel cuore, nel pancreas e nei reni. 
Con l’età e/o con l’insorgenza di patologie croniche (come diabete e tumori) la sua produzione si riduce, ma è possibile assumerlo con l’alimentazione o con integratori. 
Il Ministero della Salute raccomanda che le persone in buone condizioni di salute non superino i 200 mg al giorno, ma in alcuni casi di malattie croniche, come il morbo di Parkinson, il fabbisogno può essere molto più alto.
La sua azione principale è quella antiossidante, che può essere utile in varie situazioni, come in caso di malattie cardiache, in quanto sembra che il coenzima Q migliori i sintomi dell’insufficienza cardiaca congestizia, di morbo di Parkinson, soprattutto nelle prime fasi della malattia, nella miopatia (dolori muscolari) indotta da farmaci usati per abbassare la colesterolemia, le statine, di emicrania. 
Inoltre, poiché è coinvolto nella produzione di energia, si pensa che possa migliorare le prestazioni fisiche.
Il coenzima Q è presente nelle carni e nelle frattaglie – soprattutto nel fegato – di pollo, manzo e maiale, oltre che nei frutti di mare. 
Particolarmente ricchi di coenzima Q sono anche alcuni pesci come il tonno e il salmone, le sardine e gli sgombri, cereali integrali, spinaci, broccoli.
La quantità di questa sostanza presente negli alimenti non è di solito sufficiente  per aumentarne il livello nell’organismo, nel qual caso si possono utilizzare degli integratori, sotto consiglio medico.
Il coenzima Q assicura anche elasticità alla pelle e fornisce forza all’organismo contrastando la stanchezza.

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