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I futuri pericoli per la salute secondo l’OMS

Inquinamento, malattie non trasmissibili e non solo

Recentemente l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha presentato un elenco delle più pericolose minacce per la salute che, a livello globale, saremo presumibilmente chiamati ad affrontare in un futuro imminente.

Partiamo dall’inquinamento dell’aria che, indubbiamente, continuerà ad essere la più grave minaccia ambientale per la nostra salute. Già attualmente, il 90% degli abitanti del nostro pianeta respira quotidianamente aria che presenta livelli di inquinamento considerati quantomeno critici. Si stima, inoltre, che almeno 7 milioni di perone muoiano prematuramente ogni anno per malattie – cancro, infarto e ictus – causate dall’esposizione agli inquinanti atmosferici. Secondo l’OMS anche i cambiamenti climatici, provocati dall’inquinamento dell’aria, vanno considerati tra i maggiori pericoli per la salute: tra il 2030 e il 2050 sono attesi 250mila morti in più a causa di malnutrizione, malaria e ondate di calore.

Le malattie non trasmissibili – tra le quali il diabete, le patologie cardiache e il cancro – saranno responsabili di oltre il 70% dei decessi, per un totale di 41 milioni di morti. L’aumento di queste malattie è prencipalmente legato all’invecchiamento della popolazione, in particolare nei Paesi industrializzati, ma è anche dovuto in buona parte a fattori di rischio evitabili: fumo, inattività fisica, alcol, alimentazione scorretta.

Una possibile pandemia di influenza viene presa in seria considerazione: il timore è che, prima o poi, ci vedremo costretti a fronteggiarla. Si tratta, insomma, di un evento atteso; per questo motivo le autorità sanitarie monitorano costantemente la circolazione dei virus influenzali e l’emergere di ceppi potenzialmente più pericolosi. Come abbiamo imparato a nostre spese, la prontezza della reazione a un'ipotesi di pandemia è essenziale: nel 2009, l’anno della cosidetta influenza suina, le ‘morti in eccesso’ (ossia quelle in più rispetto alla casistica standard di una normale stagione influenzale) furono 300/400mila.

Altro pericolo concreto riguarderà gli antibiotici, o meglio, il loro utilizzo eccessivo che sta riducendo sempre più la loro efficacia, col rischio che possa risultare fatale una banale infezione o rischioso un intervento chirurgico di routine. Su questo piano l’Italia detiene un primato non certo invidiabile: è tra le nazioni europee dove si consumano più antibiotici e con il più alto numero stimato di morti per infezioni da batteri resistenti.

Infine la riluttanza alle vaccinazioni, che non è un fatto circoscritto all’Italia, ma è un problema globale, diffuso in maniera trasversale in diversi Paesi industrializzati. Si stima che i vaccini, oggi, siano in grado di evitare quasi 3 milioni di morti l'anno, eppure c'è chi li rifiuta. Quello della ‘esitanza vaccinale’ è un fenomeno complesso, cui contribuiscono fattori diversi: studi e agenzie sanitarie internazionali, tra cui la stessa OMS, attribuiscono alla perdita di fiducia nelle istituzioni in generale, e in quelle sanitarie in particolare, i motivi del calo delle coperture vaccinali.

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