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Intervento risolutivo per l’obesità: chirurgia bariatrica

Salute

L’obesità è una malattia causata dall’aumento del tessuto adiposo, in genere a causa di una alimentazione scorretta e di una vita sedentaria. Non è, come si può pensare, un problema dei ricchi, ma al contrario spesso affligge le fasce di popolazione più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico, che tendono a consumare più grassi e zuccheri e a curare meno la propria immagine fisica.
L’obesità costituisce un fattore di rischio per diverse malattie croniche ed è spesso associata a morte prematura.
Chi è obeso fin da bambino probabilmente lo sarà anche da adulto, con aumentato rischio di sviluppare precocemente problemi di natura cardiovascolare, come ipertensione, malattie coronariche e tendenza all’infarto, e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 e l’ipercolesterolemia.
La classificazione delle persone in base al peso viene fatta utilizzando l’indice di massa corporea (BMI = Body Mass Index, secondo la definizione americana), considerato il più rappresentativo della presenza di grasso corporeo in eccesso. Il BMI si calcola secondo la formula seguente: 

BMI = peso (in kg)/quadrato dell’altezza (in metri) 

Le classi di peso per gli adulti indicate dal BMI sono:

<18,5 sottopeso

18,5 – 24,9 normopeso

25 – 29,9 sovrappeso 

>30 obesità

Risulta spesso difficile trattare l’obesità con una dieta e con l’attività fisica, così in questi casi può venire in aiuto la chirurgia bariatrica, che comprende gli interventi chirurgici mirati a ridurre il peso e alla cura delle patologie associate all’obesità.
Gli interventi vengono svolti in laparoscopia, che consente una ripresa più veloce con breve permanenza in ospedale e riduzione dei possibili effetti collaterali. La chirurgia bariatrica procura in media un calo ponderale del 70% dei chili in eccesso, ma la riduzione di peso può variare in base all’età, alla statura, al genere e alla storia clinica del paziente. 
Tra i tipi di operazione più frequentemente praticati ricordiamo:
bendaggio gastrico regolabile, intervento restrittivo meccanico che riduce forzatamente l’introduzione di cibo, grazie a una protesi di silicone regolabile attorno alla porzione superiore dello stomaco. 
Sleeve gastrectomy, o gastrectomia a manica verticale, che consiste in una resezione gastrica verticale, con asportazione di buona parte dello stomaco e tubulizzazione dello stomaco rimanente. La creazione di un tubulo gastrico fa sì che venga introdotto meno cibo, e inoltre altera la secrezione degli ormoni responsabili dell’appetito. È l’intervento più usato per i risultati positivi spesso ottenuti. 
Il bypass gastrico consiste nella creazione di una tasca gastrica molto piccola che viene unita all’intestino tenue, in modo da ridurre l’assorbimento dei cibi. 
La plicatura gastrica è meno invasiva della Sleeve Gastrectomy, lo stomaco viene ripiegato su se stesso e ne viene suturata una parte. Si ottiene così una riduzione dell’80% della capacità iniziale dello stomaco. 
Mentre con la dieta e l’esercizio si può avere una ripresa del calo ponderale con il tempo, nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico, seguiti da un nutrizionista e da uno psicologo, il peso corporeo ottimale viene mantenuto nell’85% dei casi.
Nei pazienti che hanno incrementato il loro peso dopo la chirurgia bariatrica, un recente studio ha dimostrato che il farmaco semaglutide si è dimostrato efficace sia nel mantenimento che nella riduzione del peso riacquistato.

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