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Ipotermia: cos’è e a cosa è dovuta

Se l’organismo viene esposto a basse temperature può subire dei gravi danni, fino alla  morte.
Se il corpo non riesce a mantenere la temperatura intorno ai 37°C, attraverso la termoregolazione, e si ha un abbassamento al di sotto dei 35°C si è in ipotermia, o assideramento, che può essere di diversi tipi, a seconda della gravità della situazione:

ipotermia lieve, fino a temperatura di 32°C, che si manifesta con brividi, pallore, accelerazione del battito cardiaco, dolori muscolari, intorpidimento;

ipotermia moderata, con temperatura compresa tra 26 e 32°C. Oltre ai disturbi dell’ipotermia lieve, si aggiungono confusione, sonnolenza, aritmia, rallentamento del respiro e rigidità muscolare;

ipotermia grave, quando la temperatura del corpo scende al di sotto dei 26°C. In questo caso le funzioni vitali sono compromesse e si hanno perdita di coscienza e morte. 
La causa principale è l’esposizione alle basse temperature climatiche per lungo tempo.
È necessario intervenire immediatamente, altrimenti il congelamento si estende agli strati più profondi della pelle: l’area colpita assume un colore grigiastro e diventa fredda e insensibile.
Il soccorso ha lo scopo di alzare la temperatura corporea, non massaggiando o sfregando il corpo, ma portando la persona in un ambiente caldo e asciutto, togliendo gli indumenti se sono bagnati, e avvolgendola in coperte asciutte. Si possono applicare impacchi tiepidi e far bere bevande calde, come brodo, caffè o tè (non alcolici, perchè l’alcol facilita la dispersione del calore). 
Non usare fonti di calore dirette, come avvicinarsi troppo a un camino o a una stufa, per evitare ustioni, e chiamare un’ambulanza o recarsi al Pronto soccorso.
La prevenzione è possibile, bisogna coprirsi bene quando il clima è freddo, portare indumenti di ricambio se ci si reca in montagna, così da cambiarsi subito se ci si bagna, bere liquidi caldi, rimanere in movimento.

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