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Un nuovo mix di molecole contro il cancro

Guarito il 96% dei roditori

È presto per dire se la tecnica può funzionare anche sull’uomo, ma da un esperimento su topi di laboratorio, un mix di due molecole capaci di stimolare il sistema immunitario e iniettate direttamente sul tumore ha dimostrato di essere in grado di eliminare rapidamente le cellule malate non solo nella sede primaria della lesione, ma anche in quelle secondarie; in altre parole le molecole hanno agito cioè sia sul cancro principale, sia sulle metastasi.

La ricerca, effettuata dalla della Scuola di Medicina dell'Università di Stanford e pubblicata su Science Translational Medicine, segue uno dei filoni più promettenti della lotta contro i tumori, ossia il potenziamento delle naturali difese immunitarie per eliminare le cellule malate. In quest’ambito alcuni approcci prendono di mira i blocchi che limitano l'azione degli anticorpi contro il tumore, mentre altri richiedono di ingegnerizzare geneticamente le cellule immunitarie del paziente per renderle capaci di contrastare il cancro; ma si tratta sempre di procedure costose, lente e con effetti collaterali difficili da prevedere.

Nello studio in questione, coordinato da Ronald Levy, su alcuni topi con tumori all’addome sono state testate, da solo o in combinazione, una ventina di molecole, inclusi diversi tipi di anticorpi capaci di dare una ‘scossa’ al sistema immunitario. Il mix ottimale si è rivelato essere quello che include una piccola sequenza di DNA chiamata CpG e un anticorpo che si lega al recettore OX40 dei linfociti T. La miscela così composta ha attivato la risposta dei linfociti T presenti ‘sul posto’, che sono poi migrati a distruggere gli altri tumori simili nel corpo dell'animale. Ebbene, in una decina di giorni sono sparite le cellule malate nel punto dell'iniezione, e in meno di venti giorni quelle dei tumori secondari; in tal modo sono guariti 87 topi su 90, ben il 96,6%.

La miscela ha funzionato anche su femmine di topo predisposte per sviluppare il tumore al seno e il prossimo passo sarà testare la combinazione su 15 pazienti con linfoma, un cancro che interessa il sistema linfatico, per capire se la terapia è altrettanto efficace e se non presenta effetti collaterali.

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