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Aglio al fluoro contro i tumori

Già note le sue proprietà antibiotiche e depurative

L’aglio oggigiorno è considerato un punto di riferimento non solo in cucina, come condimento, ma anche per finalità terapeutiche date le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari. Certamente si tratta di un ottimo alleato della salute durante il periodo invernale, quando le infezioni delle vie aeree si fanno più frequenti; questo perché tra le sue proprietà spiccano quelle antibiotiche e antisettiche. Oltre a ciò si sa da tempo che l’aglio ha un potere detossinante e agisce da chelante, cioè si lega ai metalli che si depositano nel fegato e nei reni e ne favorisce così l’eliminazione. Inoltre gli vengono riconosciute proprietà benefiche per il cuore e per tutto l’apparato cardiocircolatorio, dato che regola la pressione del sangue, contrasta l’ipertensione, il diabete e il colesterolo alto.

A tutto ciò si va ora ad aggiungere quanto scoperto da uno studio pubblicato su Molecules e promosso da Eric Block (professore di chimica all’Università di Albany) in collaborazione con Shaker A. Mousa (vicepresidente per la ricerca presso l’Università di Farmacia e Scienze della Salute di Albany). Secondo i ricercatori, abbinando l’aglio al fluoro si possono ridurre i tumori causati da nitrosamine, una sostanza che si forma nell’intestino allorché si consumano troppi alimenti conservati, specialmente i tumori del colon. A questo risultato i ricercatori sono giunti tramite alcuni esperimenti sulle uova di gallina: scoprendo che unendo aglio e fluoro si crea una sorta di scudo in grado di ostacolare la formazione dei vasi sanguigni nel tumore, questo accade scambiando gli atomi di idrogeno con quelli di fluoro negli estratti di aglio.

Il fluoro è già stato usato in passato per la composizione di alcuni farmaci come gli inibitori di pompa protonica che, se legati ai componenti dell’aglio (garlicina, allina, bisolfuro di allile, potassio, magnesio, calcio, provitamina A, folati, vitamine B1 e B2 e vitamina PP), danno vita a composti modificati con un’attività biologica nettamente superiore e quindi degni di essere approfonditi per creare nuove cure contro il ‘male del secolo’, oltre ad altre malattie come la trombosi e il colesterolo.

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