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Mieloma multiplo: l’AIL fa il punto della situazione

Aspettativa di vita aumentata da 2 a 7 anni

Si svolge oggi la Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma promossa dall’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (Ail) che, quest’anno, ha scelto di portare l’attenzione principalmente sul mieloma multiplo, una patologia meno nota di leucemie e linfomi ma, e forse proprio per questo, degna di particolare attenzione.

Il mieloma multiplo è un tumore tipico dell'età avanzata che colpisce le plasmacellule, una componente molto importante del sistema immunitario. Nonostante le stime (riferite all’anno 2006) parlino di circa 2700 casi annui di mieloma tra la popolazione femminile e di 3000 casi tra gli uomini, l’aspettativa di vita per chi soffre di questa malattia è più che triplicata negli ultimi anni – passando da 2 a 7 anni – e ciò grazie soprattutto ai progressi in ambito farmacologico e di ricerca.

Se fino a soli 20 anni fa l’unica terapia possibile per chi veniva colpito da mieloma multiplo era la chemioterapia, oggi sono disponibili trattamenti alternativi che comportano effetti collaterali decisamente meno significativi della chemio e che, contemporaneamente, accrescono le possibilità di sopravvivenza. Alcuni esempi sono dati da farmaci con nuovi meccanismi di azione, come gli immunomodulanti, gli inibitori del proteasoma, nonché gli anticorpi monoclonali; sostanze che, spesso somministrate insieme – la cosidetta tripletta – hanno migliorato l’efficacia delle terapie e diminuito la loro tossicità.

Attualmente i pazienti affetti da mieloma rispondono quasi sempre molto bene alle terapie, anche per diversi anni. Purtroppo, a un certo punto, i segni e i sintomi della malattia si ripresentano. Quando ciò avviene la tripletta sarebbe la soluzione preferibile, ma non in tutti i casi essa si rivela la scelta migliore: infatti, la terapia che risulta più efficace secondo le evidenze fornite dagli studi clinici non sempre è anche la più adatta per il singolo paziente. Dunque, è sempre necessario cercare un equilibrio tra efficacia e tollerabilità.

Secondo gli esperti, comunque, ad oggi le speranza sono maggiori di un tempo: in ambito di mieloma si è sempre parlato di remissione, ma solo attualmente tale remissione è di tipo molecolare; e quando si riesce ad avere un 30%, come accade attualmente, di pazienti in remissione molecolare, le possibilità di guarigione diventano concrete.

FonteAIL
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