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Un grafene intelligente contro la leucemia

Un'alternativa meno aggressiva alla chemio?

Tra la diverse ricerche che stanno tendando di individuare un’alternativa all’aggresività di chemioterapia e radioterapia ve n’è una, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Angewandte Chemie, secondo la quale sarebbe possibile uccidere selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare le sane. Principale responsabile dello studio è Lucia Gemma Delogu, ricercatrice del Dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Università degli Studi di Sassari.

La biochimica italiana avrebbe scoperto un tipo di grafene, ossia un nanomateriale dalle particolari caratteristiche chimico-fisiche, capace di eliminare selettivamente i monociti; proprietà, questa, che avrebbe condotti i ricercatori all’intuizione che questo materiale possa uccidere in modo selettivo anche le cellule tumorali in soggetti con leucemia mielomonocitica. Questo perché, nel caso di tale specifica leucemia, le cellule da colpire sono proprio i monociti (dato che, in questo caso, nel corso del tumore tutti i monociti sono tumorali); pertanto è fondamentale individuare una sostanza in grado di uccidere solo quelli e non, come accade con i chemioterapici, anche le cellule sane del sangue, in modo da evitare gli effetti collaterali che ciò comporta per il paziente. In ciò, stando a quanto dichiarato dai ricercatori, questo tipo di grafene avrebbe dato risultati eccellenti.

Se questo fosse confermato si tratterebbe di un passo importante nell’ambito della ricerca contro le leucemie, che potrebbe aprire scenari interessanti per lo sviluppo di nuove terapie.

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