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Apre un polo dedicato alla chirurgia esofagea

Quando si parla di malattie dell'esofago, si spazia da patologie funzionali relativamente diffuse come il reflusso gastroesofageo ad altre rare come l'aneurisma aortico fino alle neoplasie maligne.

«Diagnosticare e trattare anche chirurgicamente queste diverse malattie richiede un team altamente specializzato – spiega il Professor Sandro Mattioli, direttore del polo dedicato alle patologie e alla chirurgia esofagea di Maria Cecilia Hospital di Cotignola e coordinatore del Centro di Studio e Ricerca sulle Malattie dell’esofago dell’Università di Bologna – Questo vale per tutte le patologie benigne che riguardano l'esofago: anche per le più frequenti come la malattia da reflusso gastroesofageo, ma soprattutto per le patologie meno frequenti o rare, come per esempio l’acalasia. Nel 60% dei casi i pazienti che afferiscono ai nostri centri hanno patologie di natura funzionale, che insorgono in giovane età, con una lunga aspettativa di vita. Si tratta quindi di pazienti per cui le scelte mediche possono impattare enormemente sulla qualità di vita futura».

Il primo colloquio con i pazienti è sempre di estrema importanza. Il medico deve riuscire per prima cosa a instaurare un rapporto di fiducia e ad andare a fondo, perché la componente psicologica nelle patologie funzionali ha spesso grande rilevanza. «Solo il medico specializzato è in grado di inquadrare correttamente la sintomatologia del paziente, indicare un percorso terapeutico adeguato e proporre la chirurgia solo nei casi necessari», precisa il Prof.  Mattioli.

L’équipe di esperti di Maria Cecilia Hospital è specializzata anche per la prevenzione delle malattie dell’esofago, non solo per la diagnosi e il trattamento. Nell’ospedale di Cotignola è infatti possibile eseguire accertamenti specifici come TAC dell’addome e del torace, manometrie, esofago-gastro-duodeno-scopie con l’eventuale esecuzione di biopsie mirate.

Soprattutto la diagnosi e cura dei tumori esofagei richiede le competenze di Centri specializzati.«I tumori dell’esofago e in particolare gli adenocarcinomi – ricorda il Prof. Mattioli – sono in aumento. È interessante notare quanto le regole dietetiche e le abitudini di vita possano influire sulla genesi dei tumori. Al contenimento dell’uso di tabacco e di alcolici, proprio delle culture e degli strati sociali meno sviluppati, sono subentrate tipiche patologie del benessere come l’abuso alimentare. Da questo possono conseguire obesità e malattia da reflusso gastro-esofageo, riconosciute quali concause in alcuni sottotipi di adenocarcinoma dell’esofago».

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