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Sirt, la dieta del gene della magrezza

Alcune ricerche passate hanno messo in luce come l’attività fisica e la restrizione calorica permettano di attivare alcuni geni presenti nel nostro organismo: i sirt per l’appunto. Normalmente presenti nei cromosomi, hanno il compito di decidere quali geni debbano essere attivati e quali no, così come di riparare il DNA in caso di necessità. I geni sirt, normalmente, si attivano quando non mangiamo a sufficienza o facciamo esercizio fisico, ma ricerche più recenti hanno dimostrato che alcuni alimenti sono in grado di provocare lo stesso tipo di reazione, senza dover sottostare ad alcun sacrificio di sorta (fisico o alimentare).

Venti alimenti in grado di accelerare il dimagrimento

Ma quali sono questi alimenti del gene magro? Quelli che sarebbero in grado di prendersi gioco delle sirtuine, permettendo un dimagrimento lampo (ricordiamo: 3,5 chili in soli 7 giorni)? Sono 20 in tutto, quindi la varietà non è molta, e di certo non permettono di garantire una dieta variegata: olio extra vergine di oliva, prezzemolo, sedano, cavolo riccio, fragole, rucola, grano saraceno, cicoria rossa, noci, soia, tofu, curcuma, datteri Medjoul, mirtilli, maracuja, noci, cacao, capperi, te verde e infine una bevanda, il vino rosso. Venti in tutto quindi, e durante la prima settimana dovranno bastarvi. Il regime imposto da questo tipo di regime, infatti, prevede l’assunzione, nei primi 7 giorni, di sole 1000 calorie, e prevede un unico pasto a base di cibi sirt e succhi verdi.

Non vogliamo dilungarci ora sulle varie fasi, spiegate nel dettaglio nel libro dei due nutrizionisti statunitensi, ma vi basti pensare che i primi cibi che si possano considerare davvero solidi possono essere assunti a partire dalla seconda settimana, tre in tutto: il primo a base di gamberoni con grano saraceno, il secondo di tacchino, cous cous e cavolfiore, il terzo, invece, di pollo, cavolo riccio e cipolla rossa. Ciliegina: durante la giornata ci si può concedere lo sfizio di mangiare fino a 20 grammi di cioccolato fondente (85%), corrispondenti, corrispondenti, più o meno, a circa 4 cubetti.

Tutto qui? No, perché oltre a stimolare il consumo di grassi ed il conseguente dimagrimento, questo regime dietetico sarebbe in grado di aumentare anche la massa muscolare: quello che ne conseguirebbe, quindi, sarebbe molto positivo, quanto meno dal punto di vista meramente estetico. Solitamente, infatti, tutte le diete che prevedono un apporto calorico molto basso hanno come conseguenze l’effetto di svuotamento del fisico, manchevole di muscoli opportunamente sviluppati.

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