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Da un punto di vista scientifico, ottimismo e pessimismo sono quelle modalità dell’umore che riguardano le aspettative che si hanno nei confronti del futuro: una persona ottimista è colei che si aspetta accadano un maggior numero di cose positive; una persona pessimista, invece, teme sempre il peggio.
Ora, uno studio finlandese, condotto presso l’ospedale Paeijaet-Haeme e pubblicato sulla rivista BCM Public Health, dimostrerebbe che assumere un atteggiamento pessimistico verso il futuro può aumentare, sino a raddoppiarli, i rischi di morte per malattie coronariche. Per giungere a queste conclusioni i ricercatori, nel corso di diversi anni, hanno monitorato le condizioni di salute di oltre duemila pazienti di età compresa tra i 52 e i 76 anni; tenendo in considerazione ogni possibile fattore che possa favorire decessi per cause cardiovascolari. Per ogni partecipante si è cercato di stabilire se egli avesse un’indole ottimistica o pessimistica, tramite la compilazione di un questionario in cui il paziente doveva dichiarare quanto si riconoscesse in affermazioni ottimistiche come «se il futuro è incerto a me senz’altro andrà tutto bene», oppure in frasi pessimistiche quali «se una cosa può andare storta sicuramente per me andrà male».
Ebbene, i risultati ottenuti avrebbero evidenziato che le persone più pessimistiche sono sottoposte a un rischio di morte per malattie coronariche 2,2 volte più alto dei soggetti ottimistici. Alla luce dei risultati di questo studio si può inoltre pensare di utilizzare il pessimismo come campanello d’allarme per la salute del cuore; dichiara Mikko Pänkäläinen, principale autore dell’indagine: «i livelli di pessimismo possono essere misurati facilmente e il pessimismo potrebbe essere uno strumento molto utile, insieme ad altri fattori noti (come il diabete, l’ipertensione e il fumo) per determinare il rischio di mortalità per malattie coronariche».



