Il morbillo: una patologia da non sottovalutare

Ciò nonostante, le vaccinazioni in Italia sono in calo

Todaysalute.it –

Spesso i luoghi comuni possono rivelarsi particolarmente dannosi: è il caso del morbillo, un’infezione virale altamente contagiosa che si è soliti sottovalutare erroneamente, ritenenedola non pericolosa in quanto non in grado di nuocere seriamente alla salute del bambino. In realtà, specialmente per quanto riguarda le possibili complicanze connesse, in particolar modo le encefaliti, il morbillo è una malattia che può avere conseguenze mortali.

Fino ad oggi si riteneva che le encefaliti da morbillo, nella fascia di età sotto i 5 anni, colpissero un bimbo su 1700. Da una ricerca dell’Università della California (Ucla) è però emerso che la proporzione reale è di un bambino ogni 1387, stima che sale a uno su 600 nel caso di neonati sotto i 12 mesi di età. «Questa scoperta è spaventosa – dichiara James Cherry, ricercatore in malattie infettive alla Ucla – sono necessarie vaccinazioni a tappeto per proteggere le persone più vulnerabili e quelle a più alto rischio complicanze». Va precisato che le encefaliti croniche, le quali possono svilupparsi anche dopo 6-8 anni dall’infezione, conducono a esiti mortali nell’arco di 2-3 anni dalla diagnosi.

L’Italia è Paese in cui il morbillo ha ancora lo status di malattia endemica; le coperture vaccinali sono in continua diminuzione (dal 2013 al 2015 la copertura vaccinale è scesa dal 90% all’85% circa) e ciò accresce le potenzialità di focolai, anche estesi come quello del 2013 in cui si registrarono 2200 casi di infezione.

Purtroppo, sempre più frequentemente, assistiamo a vere e proprie campagne di contrasto alla pratica della vaccinazione. Anche per questo Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, in una lettera aperta al Procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatore, ha spiegato l’importanza delle vaccinazioni: «è importante che anche la Magistratura sia al fianco dei medici e degli scienziati per contrastare chi abusa della credulità popolare, esponendo le persone a rischi gravissimi per la propria salute».

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