Vi piace girare a piedi nudi? Occhio alla strongiloidosi

Meglio usare le scarpe, soprattutto all'aperto

Todaysalute.it –

Il suo nome è Strongyloides stercoralis, un parassita le cui microscopiche larve si possono trovare all’aperto, su terreni contaminati da feci umane e forse anche animali. Camminando a piedi scalzi, anche qualora la cute sia perfettamente integra, il batterio è in grado di penetrare nell’organismo e provocare serie conseguenze. Ad affermarlo è Zeno Bisoffi, direttore del Centro Malattie Tropicali dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR). La malattia che si può contrarre prende il nome di strongiloidosi; possibili campanelli d’allarme sono: prurito, difficoltà respiratorie, dolori addominali e disturbi all’apparato digerente. Purtroppo, essendo tali sintomi piuttosto generici, capita che il soggetto infettato non presti loro particolare attenzione o che una diagnosi non molto accurata attribuisca la responsabilità ad altro. In questi casi lo Strongyloides stercoralis ha tempo sufficiente per riprodursi – la qual cosa avviene velocemente nei casi di difese immunitarie compromesse – diffondendosi a tutti gli organi: si parla allora di strongiloidosi disseminata, mortale in più del 50% dei casi.

Fortunatamente questa infezione è molto rara e diffusa prevalentemente nei Paesi in via di sviluppo; ma anche in Italia si sono registrati diversi casi, specialmente tra soggetti in età geriatrica. Prevenire è meglio che curare, dunque il consiglio è quello di evitare di camminare all’aperto senza calzature. Nei casi di contagio è comunque importante diagnosticare la malattia in tempo: un semplice emocromo che evidenzi un aumento di eosinofili (globuli bianchi), in presenza dei sintomi già descritti, è sicuramente un forte indizio. Per la cura l’invermectina è il farmaco più efficace, purtroppo non commercializzato in Italia; buoni risultati si ottengono comunque anche con l’albendazolo, presente nel nostro Paese.

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