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Un nuovo rivoluzionario trattamento per il tumore del seno

Ottimi risultati sul 58% delle donne

Una rivoluzione sul trattamento del tumore al seno sembra alle porte, grazie agli inibitori delle CDK 4/6, una nuova tipologia di farmaci a bersaglio molecolare in grado di inibire le chinasi ciclina-dipendenti, proteine che aumentano la velocità di replicazione delle cellule tumorali. Fino ad ora tre sono i farmaci sperimentati con ottimi risultati: il palbociclib, l’abemaciclib e il ribociclib.

Proprio sul ribociclib è stato recentemente presentato un fondamentale studio clinico al Congresso europeo di oncologia (Esmo): si tratta del Monaleesa-2, condotto da Gabriel N. Hortobagy, oncologo e ricercatore dell’MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas. Lo studio, condotto su più di 600 donne in post menopausa e con tumore al seno metastatico ormono-responsivo, ha valutato la risposta del ribociclib in associazione al letrozolo (farmaco appartenente alla classe degli inibitori della aromatasi). Dopo avere diviso le pazienti in due gruppi, una metà ha seguito la terapia sperimentale in oggetto, l’altra metà la terapia con il solo letrozolo (unito a un placebo). I risultati sono stati decisamente incoraggianti: nel primo gruppo, a 15 mesi dall’inizio della terapia, il 58% delle donne non aveva presentato alcuna ripresa della malattia; nel secondo gruppo, invece, già dopo mediamente 14 mesi si era avuta una ripresa della malattia. Inoltre, in circa la metà delle pazienti con metastasi epatiche e polmonari, la terapia con ribociclib più letrozolo ha presentato una riduzione di circa il 30% delle dimensioni delle lesioni. Poco significativi anche gli effetti collaterali: un leggero calo dei globuli bianchi che, tuttavia, si ripristinano velocemente non appena la terapia viene interrotta, dato che il ribociclib non compromette il midollo osseo.

Ha dichiarato Hortobagy: «I risultati dello studio Monaleesa-2 dimostrano che la combinazione di ribociclib più letrozolo rappresenta un importantissimo passo avanti nel trattamento del carcinoma mammario metastatico ormono-responsivo. Terapia che, se approvata, potrà diventare un’importante nuova opzione a disposizione di queste pazienti».

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