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BRA Day, ricostruire per dimenticare

Appuntamenti in tutta Italia

Appuntamento il 19 ottobre con la ricostruzione mammaria, possibilità che interessa a una donna su otto, tante sono quelle che nel corso della vita si imbattono nel tumore al seno. «Il BRA Day Breast Reconstruction Awarness Day è la giornata internazionale per la consapevolezza della ricostruzione mammaria. La Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE partecipa a questa iniziativa mondiale coordinando le iniziative messe a punto dai propri soci – spiega il presidente Paolo Palombo -. Sul nostro sito, in un’unica vetrina, sono pubblicati gli eventi proposti dagli ospedali e dagli studi privati con lo scopo di informare e sensibilizzare le donne sulla possibilità, dopo un tumore al seno, di riconquistare la propria integrità fisica. I benefici sono notevoli, perché cancellare i segni fisici lasciati dalla malattia aiuta la donna a sentirsi come prima, a ricominciare a vivere appieno».

In tutta Italia e di tutti i tipi gli eventi proposti. A Napoli, Roma, Treviso e Torino le donne che lo desiderano possono sottoporsi a una visita specialistica gratuitamente e senza impegnativa. A Lecco, Milano, Piacenza, Trieste e Verona, la sensibilizzazione passa per l’esposizione di poster artistici, concerti, aperitivi con la partecipazione delle associazioni di volontariato e sfilate di moda, in cui a improvvisarsi modelle sono le pazienti che si sono sottoposte alla ricostruzione.

In diverse città, ancora, il 19 ottobre è l’occasione per leggere i racconti delle vincitrici del concorso letterario Quelle BRAve ragazze, che ha invitato le donne colpite da un tumore al seno a raccontare la propria esperienza, perché si sa che anche parlare, scrivere e raccontare è importante per guarire e ricominciare a vivere con serenità, prendendo le giuste distanze da un momento difficile.

«Lo scopo di tutte le iniziative e della giornata stessa è quello di informare quante più donne possibile circa questa possibilità e i risultati a cui la ricostruzione può dar luogo – riprende Palombo -. Non tutte le donne sanno che anche areola e capezzolo, se asportati per una lesione tumorale, potranno essere ricostruiti dallo specialista, né che i materiali a disposizione della ricostruzione spaziano dal grasso della paziente stessa a protesi, espansori e matrici dermiche. Ma ogni ricostruzione è unica e diversa. Si parte sempre dalla paziente e dalla storia della malattia, prendendo poi in considerazione età, corporatura e preferenze. Alla luce di tutto questo si individua la strada migliore per ottenere un risultato il più possibile naturale e simmetrico. In una parola, estetico».

FonteSICPRE
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