Bere acqua è importante, ma occorre moderazione

Contro l'abitudine di bere anche quando non si ha sete

Todaysalute.it –

Tutti conoscono l’importanza di bere molta acqua e rimanere idratati: specie durante l’estate risulta un mantra continuo e ripetuto da medici e nutrizionisti, tuttavia risulta buona norma anche nei mesi invernali. D’altronde, l’acqua rappresenta più del 70% del nostro pianeta e circa il 75% del corpo umano di un bambino: percentuale quest’ultima che si abbassa con l’andare dell’età, ma che non arriva mai più in basso del 50%. Dunque, si può proprio dire che l’acqua è vita: ma l’acqua può essere anche morte. Secondo quanto riferito dal dott. Michael Farrell della Monash University di Melbourne al Daily Mail, bere anche quando non si ha sete, semplicemente per abitudine o perché ci hanno insegnato che va fatto, è una pratica tutt’altro che salutare: al contrario, può essere molto pericoloso.

Il rischio è quello di una vera e propria intossicazione da acqua che in casi gravi può portare ad iponatriemia: una condizione per cui i livelli di sodio nell’organismo risultano eccessivamente bassi. Gli effetti collaterali di questa condizione sono letargia, nausea, convulsioni: se sottovalutata e non trattata, può persino portare al coma e alla morte nel giro di qualche ora. Il consiglio, dunque, è sempre quello di ascoltare quello che il nostro corpo ci dice, nelle sue effettive esigenze, e non semplicemente fare le cose per abitudine: una regola che vale per tutto, sia per il mangiare che per il bere. E di fare particolare attenzione all’acqua dal rubinetto: negli Stati Uniti, per esempio, nell’acqua dal rubinetto è stato riscontrato un livello troppo alto di cromo-6 o cromo esavalante, composto chimico conosciuto per il film «Erin Brockovich».

La pellicola che è valsa il Premio Oscar a Julia Roberts narra la storia veramente accaduta di un villaggio statunitense, in cui la maggior parte degli abitanti si ammala di cancro proprio a causa dell’acqua tossica che utilizzano per bere o anche semplicemente per lavarsi. Infine, in uno studio proprio della Monash University pubblicato recentemente sulla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Sciences, è emerso come se l’acqua entra nel nostro organismo più velocemente di quanto ci mettiamo a smaltirla, gli elettroliti finiscono col penetrare all’interno del flusso sanguigno più diluiti: questo significa che il liquido può viaggiare attraverso il sangue e passare all’interno di cellule e organi, tra cui il cervello, impedendogli di funzionare correttamente.

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