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Ben Stiller: «Sì, ho avuto il cancro alla prostata»

L'importanza della prevenzione e di una diagnosi precoce

Non è facile vedere i divi di Hollywood come semplici persone: guadagnano tantissimo, abitano in megaville dalle parti di Beverly Hills, i loro partner sono solitamente bellissimi e in generale sono circondati da un'aura in qualche modo ultraterrena, per cui sembra quasi che siano intoccabili da quelli come noi che li ammirano da dietro uno schermo, o al più una transenna. Eppure, per quanto strano ci possa sembrare, anche loro sono esseri umani: e come tali possono vivere sulla propria pelle grandi tragedie, come la fine di una relazione su cui avevano scommesso tanto, o la perdita di un proprio caro, o anche l'esperienza di una malattia grave. Ben Stiller, l'attore famoso per pellicole campioni d'incassi come «Zoolander» o «I Tenembaum», ha utilizzato i suoi canali ufficiali sui social network per postare una lunga intervista rilasciata a Medium, in cui racconta la sua lotta contro il cancro alla prostata.

La superstar, oggi cinquant'anni, ha mantenuto il più stretto riserbo intorno alla grave patologia che l'aveva colpito: ma in questi giorni ha deciso di rompere quel silenzio, per fornire una testimonianza che possa sensibilizzare tutti, soprattutto i giovani, riguardo i sintomi della neoplasia e l'importanza della prevenzione. Per farlo ha raccontato tutte le fasi della sua lotta, sin dal momento più buio in assoluto: quello della diagnosi, avvenuta venerdì 13 giugno 2014. Fortunatamente si è sottoposto al test del Psa in maniera sufficientemente tempestiva, ed è stato proprio questo a salvargli la vita. Solo tre mesi dopo la sentenza, i medici che lo hanno seguito gli hanno confermato come fosse già riuscito a sconfiggere il cancro: tuttavia, i novanta giorni trascorsi nel mezzo sono stati definiti dallo stesso artista come «una folle corsa sulle montagne russe con cui circa 180 mila uomini all'anno in America possono identificarsi».

Ben Stiller, all'epoca dei fatti, aveva 46 anni: come conferma l'attore, se avesse atteso i 50 anni per sottoporsi al test del Psa, come raccomandano i medici, adesso molto probabilmente saremmo qui a parlare di un destino diverso. L'esame dell'antigene prostatico, che assieme all'intervento chirurgico seguente per sua stessa ammissione ha salvato la vita al protagonista di «I sogni segreti di Walter Mitty», è quel metodo diagnostico che va a misurare i livelli di questo particolare enzima: solitamente la sua presenza è di piccola entità, tuttavia la quantità può aumentare nel caso in cui si verifichino alcune patologie, come l'ipertrofia prostatica benigna, la prostatite o, appunto, un tumore alla prostata. Per questo motivo Ben Stiller ha voluto raccontare la sua storia, di modo che tutti i suoi fans potessero essere consapevoli di quanto sia importante la prevenzione.

FonteMedium
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