spot_imgspot_img

Nonno dona 800mila euro ad ospedale che ha salvato il nipote

Al piccolo erano state date poche speranze di sopravvivere

L'amore di un genitore verso un figlio non conosce paragoni: forse, solo quello di un nonno verso un nipote vi si avvicina. Così quando ad Alfredo Aureli, imprenditore della provincia di Rimini, è stato detto che il nipotino di due anni soffriva di un tumore, è cascato il mondo addosso. Al piccolo è stato diagnosticato cinque anni fa un tumore cerebrale maligno, il medulloblastoma, il più frequente dell'infanzia: le statistiche parlano di 0,5 casi ogni 100.000 bambini di meno di 15 anni. Una patologia molto complicata da curare, anche per i possibili effetti collaterali che un intervento chirurgico in un'area tanto delicata, la chemioterapia e la radioterapia possono avere in un bimbo. Il destino del piccolo sembrava segnato: presso l'ospedale di Bologna in cui era stato ricoverato inizialmente i medici purtroppo avevano dato ben poche speranze ai famigliari.

Tuttavia, genitori e nonno non si sono dati per vinti: hanno deciso di trasferirsi a Genova, per portare il bambino a curarsi presso l'Ospedale pediatrico Gaslini. Lì sono iniziati cicli di cure invasive e particolarmente aggressive: ma il piccolo ha dimostrato un indole davvero combattiva, e dopo una lunga battaglia contro la malattia ne è uscito vincitore. Oggi il bimbo ha sette anni: come tutti i suoi coetanei frequenta la seconda elementare; è felice ed è pieno di energie e voglia di vivere. Insomma, è un bambino come tutti gli altri, nonostante una malattia di questo tipo lasci segni profondi difficili da rimarginare. Ma il tempo è dalla sua: ci sarà modo di superare qualsiasi cosa.

Alfredo Aureli è ora un nonno felice: ma, anche lui, è dovuto passare attraverso l'inferno, un inferno di dolore. Per questo motivo, ha deciso di fare qualcosa per tutti quelli che come lui vivono sulla propria pelle la tragedia di una malattia del nipote: colpito dall'umanità e dalla competenza dei medici di Genova, ha deciso di donare 500.000 euro all'ospedale Gaslini. Un contributo davvero generoso, offerto quando ancora il bambino era nel pieno della sua battaglia contro il cancro, ma vincolato ad una condizione: che i soldi venissero utilizzati per costituire e render operativa una equipe di neuro-oncologia specializzata nel medulloblastoma. Da bravo imprenditore ha considerato la donazione non come un regalo, ma come un investimento: allo scopo di vigilare ha composto addirittura un comitato di controllo, che andasse a verificare che i soldi venissero spesi allo scopo previsto. Una volta ottenuta la conferma, Alfredo ha donato altri 300.000 euro, stavolta a scatola chiusa, senza alcun tipo di accertamento, nella speranza che il suo gesto fosse da esempio per altre persone nella condizione di poterlo emulare. D'altronde, il sorriso di un nipote che ha fatto lo sgambetto alla morte non ha prezzo.

spot_imgspot_img

Articoli correlati

spot_img

Ultimi articoli