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L'ipertensione è una condizione che, se non mantenuta sotto debito controllo, può diventare molto pericolosa: si tratta infatti di uno dei fattori di rischio dell'insorgenza delle malattie cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di morte nel mondo. Per questo occorre misurare la pressione arteriosa in maniera costante e regolare. Sembra una banalità, ma una pratica di questo tipo possiede ripercussioni molto importanti sulla nostra salute: è quanto evidenzia uno studio italiano condotto da alcuni dei maggiori esperti di settore, come il professor Massimo Volpe, ordinario di Cardiologia presso l’Ospedale Sant’Andrea, Università La Sapienza di Roma, il dottor Claudio Cricelli e colleghi della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e il professor Claudio Borghi, ordinario di Medicina presso l’Università di Bologna.
La loro ricerca, pubblicata di recente dalla rivista specializzata Journal of Human Hypertension, ha esaminato i dati sul controllo della pressione in Italia relativi all'anno 2013 presenti nel database della Medicina Generale: questo significa che ha preso in considerazione circa 1 milione di pazienti, di cui 250.000 ipertesi. I risultati hanno dimostrato che oltre il 60% di questi ultimi è risultato in controllo della propria pressione: un dato che rappresenta senz'altro un buon passo avanti rispetto ad esempio al database del 2005, quando questa percentuale si fermava purtroppo semplicemente al 39%. Tuttavia, le buone notizie finiscono qui. Mantenendo come pietra di paragone il database del 2005, risulta che all'epoca il 19% soffriva di ipertensione, contro il 25% odierno: un dato che fa capire come l'incidenza stia aumentando, cosa che probabilmente denuncia la necessità di una maggiore attenzione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica riguardo gli strumenti di prevenzione di questa condizione.
Ma non solo: secondo le statistiche presentate dalla Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa, diciassette milioni di italiani soffrirebbe di ipertensione: questo significa circa un italiano su tre. Tuttavia, solo il 50% di questi sa di esserlo, e solo il 25% della popolazione è adeguatamente curato. Dati importanti, che verranno presto presentati nel XXXIII Congresso Nazionale in programma a Firenze per i primi d'ottobre. L'ipertensione continua dunque ad essere un problema sottovalutato: un problema che, però, in termini di vite umane, costa 240 mila vittime ogni anno. E da cui, purtroppo, non sono esenti i più giovani: sono sempre di più i casi di pressione arteriosa fuori controllo tra gli adolescenti, tanto che circa 4 bambini su 100 manifesterebbero i sintomi della condizione già durante le scuole elementari.



