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Tra quelli scientificamente provati, non esistono trattamenti e interventi giusti o sbagliati.
Piuttosto, esistono trattamenti e interventi giusti o sbagliati per quel caso e per quel paziente. E, nella stragrande maggioranza dei casi, in un approccio sempre più personalizzato, i risultati migliori si ottengono ricorrendo a un mix di tecniche, come l’abbinata minilifting (per ringiovanire la parte centrale e inferiore del viso), e infiltrazioni di botulino per spianare la fronte; o quella tra la blefaroplastica (l’intervento che permette di correggere le palpebre), e l’acido ialuronico per attenuare i solchi che appaiono con il tempo tra il naso e la bocca.
La questione, quindi, non è scegliere in modo definitivo e manicheo tra chirurgia estetica e medicina estetica, ma piuttosto quella di rivolgersi a un professionista che ha capacità tecniche, onestà e gusto. Perché quattro fiale di acido ialuronico in teoria sono un trattamento molto meno invasivo di un lifting, ma non per questo rappresentano una strada più sicura da percorrere per raggiungere la bellezza. In questa ipotetica situazione, i tessuti risulteranno gonfi ma comuque cadenti, con un effetto completamente antiestetico e innaturale. Insomma, la questione non è tra inviasivo e non invasivo, ma tra adatto o no. E chi ha più frecce al proprio arco, meglio riesce a raggiungere il bersaglio.



