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L’olio di palma protegge dal melanoma?

Continua il dibattito intorno all'olio vegetale

L'olio di palma è tra gli alimenti più discussi del momento. Presente in varie quantità in una corposa porzione di prodotti a causa del suo basso costo e delle sue caratteristiche, ultimamente si sono levate preoccupazioni riguardo la sicurezza della sua ingestione. In particolare, alcuni studi hanno evidenziato come tale sostanza possa considerarsi un fattore di rischio cardiovascolare, a causa della presenza di acidi grassi saturi che aumentano i livelli di colesterolo nel sangue. Per questo motivo ultimamente molte aziende produttrici di alimenti e multinazionali ne stanno limitando l'impiego all'interno dei propri prodotti, sebbene in effetti in una dichiarazione datata settembre 2015 lo stesso Istituto Superiore di Sanità affermi che «non ci sono evidenze dirette nella letteratura scientifica che l'olio di palma, come fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/poliinsaturi, quali, ad esempio, il burro».

Nel frattempo gli studi scientifici intorno all'olio di palma continuano, per cercare di confermarne o smentirne la pericolosità. Tuttavia, non tutti gli esperti giungono a conclusioni univoche: e, come se non bastasse, i risultati finiscono anche col sorprendere. È il caso della sperimentazione condotta dall'Università Statale di Milano, svolto in collaborazione con i colleghi dell'ateneo de L'Aquila e pubblicato sulla rivista specializzata Scientific Reports in questi giorni. Secondo quanto scoperto dai ricercatori italiani, infatti, l'olio di palma non conterrebbe solo acidi grassi dannosi per la salute cardiovascolare, ma anche sostanze in grado di prevenire il cancro. Tali composti, denominati tocotrienoli, sono derivati della vitamina E, e già in altri studi condotti hanno dimostrato come abbia un'azione antitumorale nei confronti del melanoma.

I tocotrienoli, nei test di laboratorio, sarebbero infatti in grado di spingere le cellule di questo tipo di malattia verso la morte tramite un meccanismo denominato stress del reticolo endoplasmatico; mentre dal vivo si sono già rivelati in grado di rallentare significativamente il decorso della neoplasia, senza presentare alcun effetto collaterale rilevante per l'essere umano. Questo particolare derivato della vitamina E si è rivelato talmente promettente, non solo nella lotta contro il cancro ma anche in quella contro le patologie cardiovascolari e neurodegenerative, che presto verranno condotti ulteriori sperimentazioni per valutarne l'impiego a sostegno delle cure tradizionali: ciò significa che, probabilmente, non tutto ciò che contiene l'olio di palma vien per nuocere gravemente alla salute.

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