Scoperta la probabile causa del morbo di Crohn

Una patologia di origine finora sconosciuta e senza cura

Todaysalute.it –

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune che colpisce l'intestino: sebbene il picco di incidenza cade nella fascia d'età compresa tra i 50 e i 70 anni si tratta di una condizione che può sopraggiungere in qualsiasi momento, e che inizia a presentarsi già in giovane età. Al momento non esiste un trattamento per la patologia: a livello farmacologico si tende ad intervenire sui singoli sintomi, per cercare di mantenere la malattia sotto controllo ed evitare possibili ricadute. Anche la sua origine era per lo più sconosciuta, cosa che rendeva ancor più complicato lo studio di una cura definitiva: ma un'analisi recente dei ricercatori della Case Western Reserve University di Cleveland, comparso sulla rivista specializzata mBio, dovrebbe aver dipanato anche il mistero intorno al morbo di Crohn.

Secondo gli scienziati in questione, la patologia potrebbe scatenarsi a partire da un fungo presente nell'intestino. In particolare la fusione tra la Candida tropicalis e i batteri Escherichia Coli e Serratia Marcenscens va a produrre uno strato di microrganismi che, molto probabilmente, è il vero responsabile dell'insorgenza del morbo di Crohn. Sarebbe una scoperta fondamentale per i milioni di persone nel mondo che soffrono di questa dolorosa condizione: anche perché, ovviamente, comprendere da cosa derivi rappresenta il primo passo verso la concezione di un trattamento che possa curare definitivamente la patologia. Finora l'ipotesi più probabile era infatti quella di una predisposizione genetica unita a specifici fattori ambientali: tra questi la dieta e il fumo si riteneva potessero svolgere un ruolo fondamentale.

In verità, che funghi e batteri potessero essere all'origine della malattia era già stato teorizzato in precedenza: anche perché il sistema immunitario dei pazienti con morbo di Crohn tende a reagire in maniera spropositata a questi microrganismi, che vivono in maniera tutto sommato pacifica all'interno dell'intestino di ciascuno di noi. Alcuni studi avevano evidenziato una forte associazione, per esempio, tra la patologia e la presenza del Mycobacterium avium subspecies paratuberculosis. Tuttavia, si tratta del primo studio che va ad indagare non già il ruolo dei batteri nello sviluppo della condizione, bensì dei funghi: e l'ha fatto andando ad analizzare campioni di feci di 20 pazienti affetti dalla malattia, confrontandoli con quelli di 28 famigliari sani. In questo modo, i ricercatori hanno potuto riscontrare una correlazione tra morbo di Crohn e una presenza significativamente alta di Escherichia Coli, Serratia Marcenscens e Candida tropicalis: un risultato particolarmente importante, che può rivelarsi decisivo per lo sviluppo di una risposta adeguata.

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