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Arriva dal Belgio una notizia destinata a far discutere: e, come spesso accade per tutte le notizie che arrivano da quelle parti, il tema riguarda l'eutanasia, essendo il primo e unico paese ad aver approvato una legge che la consente. È stato infatti registrato il primo caso al mondo di dolce morte scelta da un minorenne. Il ragazzo, secondo l'articolo di Het Neuwsblad, soffriva di dolori fisici insopportabili: i genitori si sono avvalsi della legge che fornisce loro la scelta per i figli malati terminali, previa esplicita autorizzazione degli stessi, nel caso in cui questi ultimi non abbiano raggiunto la maggiore età, dopo averne fatto richiesta al medico curante, al quale comunque non spetta l'ultima parola. Egli deve infatti sempre e comunque sottoporre il caso e ricevere l'autorizzazione del Dipartimento di controllo federale e valutazione dell'eutanasia, il quale decide se la richiesta sia ammissibile o meno.
Evidentemente, secondo i canoni della legge belga, la richiesta era legittima: e lo stato ha quindi acconsentito al porre termine alle pene del povero diciassettenne, sottoposto alla pratica dell'eutanasia. «Per fortuna ci sono pochissimi bambini che prendono in considerazione questa possibilità – ha dichiarato Wim Distelmans, a capo della Commissione federale di controllo e valutazione dell'applicazione della legge sull'eutanasia – ma questo non significa che dobbiamo negare loro il diritto di una morte dignitosa». Una dichiarazione per certi versi agghiacciante, in quanto i soggetti in questione sono, appunto, bambini. Ovviamente l'opinione pubblica, anche in Italia, si è profondamente divisa tra chi concepisce questo diritto e chi, al contrario, lo ritiene solo «un modo per attribuire ad un adulto il potere di vita e di morte su un minore», come dichiarato dai portavoce dell'associazione Scienza e Vita.
Dello stesso avviso il presidente del CEI, Alberto Gambino, secondo cui «non è concepibile che un minore sia capace di affrontare scelte a contenuto legale ed esistenziale così estreme». Opinione diametralmente opposta quella espressa dalla vedova Welby, Mina, che ha dichiarato: «anche i minori sono in grado di decidere». Le fa eco Marco Cappato, esponente dei Radicali Italiani, che spiega come «il Belgio è il primo Paese al mondo a non girare la testa dall'altra parte di fronte alle condizioni di sofferenza insopportabile che possono colpire anche persone minori». Il dibattito resta aperto, soprattutto in un periodo in cui alla Camera le Commissioni congiunte Giustizia e Affari Sociali stanno discutendo proprio di un decreto di legge sul fine vita, il cui testo è stato sottoscritto e presentato da Sinistra Italiana. E mentre da noi non si placa il rumore intorno all'eutanasia, altri paesi sono pronti a seguire le orme del Belgio, come la vicina Olanda.



