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Ultimamente in Italia hanno fatto molto rumore i casi di Eleonora Bottaro e Alessandra Tosi, giovanissime donne decedute a causa del cancro e del rifiuto a sottoporsi ai trattamenti di rito. I due fatti di cronaca hanno fatto salire alla ribalta metodi di medicina alternativa a cui le povere ragazze si erano affidate, metodi senza alcuna base scientifica: come la Nuova Medicina Germanica, fondata dal tedesco Ryke Geerd Hamer, bizzarro personaggio ex medico a cui è stata tolta l'abilitazione proprio a causa delle idee da lui portate avanti. Secondo i dettami di questa disciplina qualsiasi malattia dell'organismo è in realtà legata ad un disagio o ad un evento particolarmente traumatico che ha colpito la persona: dunque la patologia, in questo caso il cancro, si supererebbe solo una volta superato il trauma. Assolutamente vietato, invece, il ricorso alla chemioterapia: i tumori, secondo Hamer, vanno curati con vitamina C e cortisone.
Tale convinzione, secondo le stime, avrebbe portato alla morte di centinaia e centinaia di pazienti, cosa che è costata al suo sostenitore diverse denunce e condanne per cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione medica, omissione di soccorso, calunnia e frode. Tuttavia, sfortunatamente, i casi di Eleonora ed Alessandra non sono isolati, in Italia così come nel mondo: c'è ancora tanta gente che si affida a metodologie popolari, un po' per ignoranza e un po' per timore degli effetti collaterali dei trattamenti di rito. L'ultimo caso è quello dell'attrice cinese Xu Ting, splendida ragazza di 25 anni che si è affidata alla medicina tradizionale per cercare di curarsi da un linfoma. Il risultato, purtroppo, anche in questo caso, è stato nefasto: la giovane, come ha riportato The Guardian, ha perso la sua battaglia.
In un'intervista rilasciata qualche mese fa proprio rilasciata al quotidiano britannico, l'attrice aveva dichiarato che il suo rifiuto di sottoporsi alla chemioterapia non derivava da chissà quale principio o logica , nè dalla ferma convinzione che i metodi popolari siano meglio di quelli consigliati da tutti gli ospedali occidentali. Semplicemente, Xu temeva che sottoporsi a radioterapia e chemioterapia l'avrebbe portata a veder sfiorire il proprio talento e la propria bellezza. La ragazza cinese era ben consapevole di cosa avrebbe potuto rischiare rifiutando le cure: ma diceva che non le importava quanto le rimaneva da vivere, preferendo concentrarsi piuttosto sulla qualità del tempo che le restava. Aveva così deciso di seguire un percorso di cure popolari, che prevedevano l'utilizzo della coppettazione, dell'agopuntura, e il cosiddetto gua sha, pratica che consiste nel raschiamento della pelle. Vedendo che nulla di tutto ciò era riuscito a far regredire la malattia, convinta dalla sorella, ha infine acconsentito a sottoporsi alla chemioterapia: ma purtroppo era oramai troppo tardi.



