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Piloti d’aerei col diabete: per la Gran Bretagna si può fare

Crolla un tabù dell'aeronautica

Se chiediamo ai bambini cosa vogliono fare da grandi la risposta «il pilota di aerei» è senz'altro una delle più gettonate, poco dietro all'astronauta. Tuttavia, sappiamo come diventare un aviatore sia tutt'altro che semplice: occorrono anni e anni di studi, superare una ferrea selezione e persino requisiti fisici di un certo tipo. Uno su tutti: una vista di dieci decimi. Ecco perché alcune categorie di persone semplicemente non possono prendere il brevetto, onde evitare di mettere a repentaglio la vita delle persone che volano. Tra le patologie che pregiudicano la carriera da pilota vi è sicuramente il diabete, proprio a causa degli effetti collaterali che può indurre sulla vista di chi ne soffre: l'impatto di questa malattia sugli occhi è tale che in alcune persone induce addirittura a cecità.

Tuttavia, se costantemente monitorato, si può tenere sotto controllo il decadimento delle capacità fisiche seguenti ad una diagnosi di questo tipo, ivi compreso il calo della vista. Per questo sta per cadere uno dei tabù dell'aeronautica, che vuole i diabetici inadatti alla carriera di pilota. Un'analisi inglese presentata nel corso del Congresso dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete ha infatti dimostrato come non vi sia alcuna prova che guidare un velivolo soffrendo di questa patologia metta a repentaglio la vita dei passeggeri a bordo. Lo studio dimostra infatti come negli ultimi tre anni i piloti delle linee aeree commerciali affetti dalla patologia, e dunque in trattamento con insulina, abbiano condotto un aereo su voli dal breve al lungo raggio senza alcun tipo di problema in Gran Bretagna, la prima nazione assieme al Canada a consentire questo tipo di mansione e carriera ai soggetti diabetici.

L'unica accortezza richiesta a questo tipo speciale di piloti è stata quella di mantenere i livelli di glicemia in buon compenso e monitorarli con un glucometro in cabina di pilotaggio. L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile ha dichiarato di aver letto con particolare interesse i risultati dello studio in questione, e ha ammesso la necessità di un'innovazione della normativa in materia. Ciò nonostante, i portavoce hanno anche aggiunto come non sia così semplice cambiare le leggi, in quanto ogni decisione va presa nel contesto di un'ottica non nazionale bensì europea, regolamentata dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea. Alla luce di questi risultati anche l'American Diabetes Association sta cercando di capire come sviluppare raccomandazioni da condividere con la US Federal Aviation Administration, di modo da consentire di individuare i potenziali piloti con diabete.

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