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Alessandra Tosi, un’altra vittima del metodo Hamer

Una nuova tragedia a pochi giorni da quella di Eleonora

A distanza di pochissimi giorni dalla sconcertante storia riguardante la morte di Eleonora Bottaro, la ragazza diciottenne di Padova deceduta di leucemia per aver rifiutato con tutte le forze il trattamento chemioterapico che avrebbe potuto salvarle la vita, arriva una nuova notizia destinata a sconvolgere la comunità medica e non solo. Una donna di 34 anni originaria del riminese, Alessandra Tosi, madre di due bambini, è morta a causa di un tumore al seno non curato: anche in questo caso, la ragione del decesso sarebbe da attribuire alla convinzione della vittima di seguire il cosiddetto metodo Hamer, o della Nuova Medicina Germanica, ideata appunto dall'ex medico, ora radiato, Ryke Geerd Hamer, i cui dettami prevedono il rifiuto della terapia tradizionale. Secondo i suoi principi, riassunti in 5 leggi biologiche fondamentali, le malattie sono in realtà reazioni del nostro organismo a traumi che abbiamo attraversato nella nostra vita: per questa ragione, l'ex dottore nonché teologo tedesco propone trattamenti sperimentali che non trovano alcun riscontro scientifico.

In particolare, la cura studiata per il caso della donna riminese prevedeva impacchi di ricotta e decotti all'ortica. Domenico Samorani, responsabile della chirurgia del seno presso l'Ospedale di Santarcangelo, assieme alla famiglia della trentaquattrenne ha tentato in tutti i modi di persuadere la paziente a ricorrere ai trattamenti tradizionali, che secondo le sue stime le avrebbero garantito una probabilità di guarigione intorno al 95% a cinque anni dall'intervento: sfortunatamente, ogni sforzo è stato vano. Da tre mesi la donna era tornata in reparto a causa del peggioramento delle sue condizioni: gli accertamenti avevano evidenziato metastasi in tutto il corpo. Pur essendo la situazione oramai piuttosto critica, la chemioterapia avrebbe dato comunque una speranza di arrestare una malattia oramai in pieno sviluppo: ma anche in questo caso il rifiuto è stato categorico. La donna è spirata venerdì mattina.

Aumentano quindi le vittime di una terapia sperimentale che, come confermato in questi giorni dall'AIRC, è basata su premesse non scientifiche: secondo diverse fonti, i decessi attribuibili al metodo Hamer, ex medico più volte condannato per i reati di cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione, omissione di soccorso, calunnia e frode, ammonterebbero a diverse centinaia. Purtroppo, sempre più persone decidono di ricorrere a medicine alternative per la cura dei tumori: secondo quanto scritto da Umberto Veronesi su Repubblica, al di là della paura e della solitudine che porta ad aggrapparsi a chi regala fumo e false speranze, il problema è proprio la paura degli effetti collaterali che la chemioterapia e la radioterapia portano con loro. «Bisogna liberare la chemioterapia dallo stigma di cura devastante – ha scritto il medico – che fa paura più del cancro stesso. Bisogna anche affrancarla dalla sua associazione alla terapia per moribondi, che si somministra quando non c'è più niente da fare». 

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