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Lo spettacolo delle Olimpiadi di Rio è appena concluso: oramai si sono chiusi i battenti sulla manifestazione dei cinque cerchi, consegnando ai posteri l'ardua sentenza del medagliere. L'Italia si è ben comportata ottenendo il nono posto in graduatoria, essendosi portata a casa ben 8 ori, 12 argenti e 8 bronzi. Ma sono state anche le Olimpiadi che hanno consegnato alla leggenda alcuni fenomeni: come Michael Phelps, che ha raggiunto l'imbarazzante cifra di 28 medaglie complessive in carriera, di cui addirittura 23 d'oro; o Usain Bolt, lo sprinter giamaicano che si è imposto in scioltezza sui 100 metri, sui 200 metri e nella staffetta 4×100 metri. Chiunque veda in azione questo atleta, sbigottito non può fare a meno di chiedersi una domanda fondamentale di fronte alla sua manifesta superiorità: come diavolo fa a correre così veloce?
La risposta è arrivata nel corso di una trasmissione della televisione canadese CTV per bocca dell'esperto Greg Wells, dell'Università di Toronto: ed è invero una risposta più banale di quanto possiamo immaginare. Il segreto del successo di Usain Bolt è infatti la sua altezza: lo sprinter giamaicano è sovente di gran lunga il più alto delle batterie, svettando sopra gli altri grazie ai suoi 195 centimetri. Cosa c'entra l'altezza con la velocità? C'entra eccome: le sue lunghe leve gli permettono di coprire la distanza dei 100 metri con soli 41 o 42 passi, mentre gli altri si attestano sopra i 50. Meno passi, minore il dispendio di energie, minore la stanchezza.
La differenza è notevole se confrontiamo l'altezza di Usain Bolt con quella dei principali avversari: per fare un esempio, la medaglia d'argento sui 200 metri, Andre De Grasse, concede al giamaicano praticamente 20 centimetri, col suo 1,76m. In prossimità del traguardo tutti gli altri atleti tendono a rallentare: la medaglia d'oro chiaramente non fa eccezione, tuttavia disperdendo meno energie con le sue ampie falcate la decelerazione risulta nettamente inferiore, caratteristica che gli ha permesso di distruggere tutti i record del mondo di specialità. Per capire la potenza che sprigiona la corsa di Bolt, uno studio del 2012 dell'University College di Londra comparso sul sito Arxiv.org l'ha calcolata in circa 2619.5 watts al secondo, un livello di energia tale da far funzionare un elettrodomestico di medie dimensioni come può essere una lavastoviglie.



