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Internet ha rivoluzionato le nostre vite: si tratta di un'affermazione talmente innegabile da risultare una banalità. Il world wide web ha reso tutto più accessibile: luoghi, oggetti, persone. Persino la pornografia: un tempo relegata a videocassette pirata che ci si passava in amicizia, oggigiorno la rete offre davvero l'imbarazzo della scelta quando un individuo vuole indugiare in passatempi peccaminosi. Il problema è forse l'impossibilità di mettere un freno alla fruizione di certe immagini ai più giovani, e non solo perché potrebbero essere esposti a dei generi di perversioni piuttosto forti: non è solo la salute mentale degli adolescenti ad essere a rischio, ma anche e soprattutto quella fisica.
Secondo quanto affermato dai ricercatori del Nottingham University Hospital, ultimamente infatti si è registrato un autentico boom di casi di deficit erettile nei ragazzi al di sotto dei 20 anni d'età: e il problema, secondo quanto affermato dagli esperti, potrebbe proprio dipendere dalla sovraesposizione ad immagini e film pornografici diffusi su internet. Gli adolescenti sarebbero talmente dipendenti dai video a luci rosse che sovente finiscono con lo sperimentare un calo di sensibilità nel pene: da lì alla disfunzione erettile condizione che in genere si verifica più avanti negli anni a causa di patologie correlate come diabete o malattie cardiovascolari, il passo sembra purtroppo breve. Come dimostrato dalle statistiche presentate ultimamente dal Journal of Sexual Medicine, che ha rivelato come un paziente su quattro con disturbo della libido abbia meno di 40 anni.
Negli ultimi sedici anni, e in particolari gli ultimi cinque a causa della diffusione di smartphone e tablet, i medici britannici hanno visto crescere a dismisura il numero degli adolescenti senza alcuna condizione organica colpiti da un tale problema: un argomento trattato anche da un documentario prodotto recentemente dalla BBC, dal titolo «Brought up on Porn». Nel film viene raccontata la storia di Nick, nome di fantasia per un adolescente che ammette di non essere riuscito per un certo periodo nella vita reale ad avere rapporti sessuali con persone dell'altro sesso proprio a causa della sua dipendenza dalla pornografia, che lo portava a guardare anche due ore di video a luci rosse al giorno. Per curarsi, il dottore che lo segue gli ha imposto un'autentica dieta: cento giorni senza porno. La libido è tornata, e ora Nick è libero di godersi la sua sessualità.



