Elementare, Watson: computer IBM risolve caso medico in 10′

Attinge da un database di 20 milioni di cartelle cliniche

Todaysalute.it –

Altro che Dottor House. In televisione siamo abituati a veder risolvere i dilemmi medici dal diagnosta più geniale, affascinante ed irriverente di sempre. Immancabilmente all'ospedale dove opera Gregory House arriva un caso impossibile; il dottore mischia l'esperienza e la conoscenza enciclopedica della medicina a metodi alla Sherlock Holmes; e dopo varie vicissitudini, e qualche pillola di Vicodin, la malattia è svelata. Ma questa è la televisione, non la realtà: nella realtà, i dilemmi diagnostici li risolve chi porta camice e stetoscopio. Magari, perché no, con l'aiutino di un'intelligenza artificiale.

I dottori dell'Università di Tokyo erano alle prese con un problema medico di difficile soluzione. Ad Ayaco Yamashita, donna giapponese di 66 anni, era stata diagnosticata nel 2015 una forma di leucemia mieloide acuta, a cui sono subito seguite le cure del caso: che, però, non avevano portato ad alcun miglioramento. Così, i dottori hanno deciso di consultare Watson, il supercomputer creato dall'IBM in collaborazione col Memorial Sloan Kettering di New York che nel 2011 aveva vinto il quiz televisivo Jeopardy, ma che in realtà negli ultimi anni è stato riprogrammato proprio per essere in grado di dare una mano a scopi medici, potendo attingere da un database sterminato di 20 milioni di cartelle cliniche.

Se al Dottor House solitamente serve il tempo di un'intera puntata a risolvere il caso di turno, dunque circa 45 minuti reali, che nel telefilm corrispondono per la verità a volte anche ad una settimana intera, a Watson ne sono bastati 10. Il responso del cervello elettronico è che la signora Yamashita soffrisse sì di leucemia, ma di un tipo diverso, molto più raro, per il cui trattamento era necessaria la somministrazione di una cura mai tentata in precedenza. Fortunatamente, non appena cambiati i farmaci, la donna ha iniziato a migliorare, tanto da essere dimessa in settembre. L'intelligenza artificiale messa a disposizione della medicina? Sembrerebbe essere una soluzione funzionale per il futuro, tanto che anche in Italia presto si potrebbe disporre della conoscenza di Watson. Grazie ad un accordo da 150 milioni di dollari stipulato da governo e IBM lo scorso marzo, infatti, potrebbe sorgere nei pressi dell'area Expo di Milano il primo istituto d'eccellenza europeo del programma.  

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