Zika, caso sospetto a Miami: donna infettata da zanzara USA?

Già 400 donne incinta e 7 bambini colpiti in America

Todaysalute.it –

È ormai allarme Zika negli Stati Uniti. Il caso, descritto qualche giorno fa, dell'uomo in Ohio che ha contratto il virus senza trasmissione sessuale, ma solo accudendo un anziano parente, poi deceduto, infettato dall'Aedes Aegypti durante un viaggio in un paese tropicale particolarmente colpito, ha già fatto tremare la comunità scientifica americana, impegnata a comprendere come sia potuto avvenire il contagio. Ma il terremoto che ha prodotto l'ingresso dello Zika nel paese a stelle e strisce si è fatto ancor più violento alla luce di un nuovo ritrovamento: il virus sarebbe stato diagnosticato anche su una donna residente a Miami, donna che non ha compiuto alcun viaggio nelle regioni a rischio. Tra le varie teorie resta in piedi la possibilità che il soggetto in questione abbia contratto lo Zika per trasmissione sessuale: ma l'ipotesi forse più probabile, e quella più spaventosa, è che anche le zanzare endemiche degli Stati Uniti abbiano acquisito la capacità di diffondere l'epidemia.

Quest'ultima tesi è stata rafforzata dai dati diffusi in questi giorni dal Centers for Disease Control and Prevention, che ha confermato come oramai siano circa 400 le donne incinta colpite da Zika in tutti gli Stati Uniti, a cui si aggiungono 7 bambini. Lo stesso CDC ha garantito uno sforzo di 60 milioni di dollari per cercare di arrestare il diffondersi dell'epidemia in America: solo la Florida avrebbe ricevuto 5,6 milioni di dollari per catturare le zanzare endemiche della zona di Miami per fare esperimenti su di esse e testarle per il virus. Tuttavia, non è da escludere che possa trattarsi di una misura tardiva. Finora erano stati 1300 i casi di Zika riportati negli Stati Uniti: ma nessuno dei pazienti aveva contratto l'infezione da punture di insetti locali.

Tuttavia, gli esperti avevano già avvisato dell'alta probabilità che le zanzare del genere Aedes, presenti un po' ovunque, soprattutto negli stati del sud dell'America, avrebbero cominciato a diffondere il contagio anche nel paese a stelle e strisce: anche perché, se l'Aedes Aegypti risulta maggiormente aggressiva nelle zone a clima tropicale, l'analoga Aedes Albopictus al contrario può sopravvivere anche a climi più rigidi. Dunque anche i cittadini statunitensi che abitano più a nord non sarebbero al sicuro. Insomma, il timore intorno a questa nuova epidemia non accenna a placarsi: non tanto per l'aggressività dei sintomi che porterebbe con sé, visto che si tratta di una condizione piuttosto facile da contenere e trattare, quanto per le patologie a cui essa sarebbe legata. È stato praticamente accertato dalla comunità scientifica, infatti, il legame tra Zika e microcefalia infantile: il virus sembra riuscire a trasmettersi dalla madre al feto, causando malformazioni gravi. Particolarmente a rischio, dunque, le donne in gravidanza.  

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