Malattia mentale e terrorismo: esiste un legame?

C'è chi dissente: la maggior parte convive con tali problemi

Todaysalute.it –

La scia di terrore che da qualche tempo a questa parte sta colpendo l'Europa e il mondo occidentale in generale non accenna a placarsi. Dall'attentato alla sede di Charlie Hebdo, settimanale satirico francese, alla recente strage del lungomare di Nizza, passando per la serie di attacchi perpetrati a Parigi il 13 novembre 2015, di cui quello presso la sala concerti del Bataclan è sicuramente il più cruento: la lista è purtroppo lunga, e il numero delle vittime tristemente corposo. Ma cosa c'è dietro questi attacchi, compiuti molto spesso anche da cosiddetti lupi solitari, individui slegati dall'ISIS ma che uccidono e si fanno uccidere in nome della religione? La questione dell'equilibrio mentale di questi terroristi è tornata prepotentemente alla ribalta quando i famigliari del terrorista che ha compiuto la strage di Nizza hanno affermato che, per molto tempo, Mohamed Lahouaiyej Bouhlel, trentuno anni, ha sofferto di depressione.

Il legame tra malattia mentale, estremismo ideologico e violenza di massa è attualmente oggetto di studio di eminenti esperti: che ci tengono a precisare come non si possa dare la colpa ad una patologia degli eventi che hanno insanguinato l'Europa. Altrimenti, non si spiegherebbe come la stragrande maggioranza delle persone affette da questo tipo di malattie riescano a conviverci non manifestando mai comportamenti violenti di questo tipo. Tuttavia, i problemi della psiche possono rendere questo tipo di soggetti maggiormente suscettibili al richiamo dell'estremismo ideologico, il vero colpevole degli atti di violenza. «Le persone solitarie, che si arrabbiano facilmente – afferma in un'intervista ad Associated Press il Dr. Raj Persaud, psichiatra e professore presso il London's Gresham College – sono le più vulnerabili in questo senso. Iniziano a deumanizzare gli altri, e a quel punto basta poco perché decidano di compiere un atto terroristico».

Purtroppo non si sa molto dell'autista di camion che ha compiuto la strage di Nizza: non si sa per esempio se fosse effettivamente malato, o se agisse per ragioni personali o per un richiamo spirituale. Ma non è il primo terrorista che si sospetta essere psicologicamente fragile: Omar Mateen, colpevole della strage al locale omosessuale di Orlando, è un altro esempio. Di lui, infatti, si è detto che potesse soffrire di disturbo bipolare. «Gli atti terroristici non sono causati dalla malattia mentale – precisa il Dr. Persaud – ma la malattia mentale può creare terreno fertile perché le idee estremiste attecchiscano». I parenti descrivono il giovane attentatore di Nizza come una persona facile all'ira, estraniata in famiglia, socialmente reietta. «Tuttavia, esistono tante persone di questo tipo – afferma il criminologo della University College London, Paul Gill – che non compiono alcun genere di attacco. Questi massacri non c'entrano nulla con la salute mentale degli individui: dipendono da una serie infinita di altri fattori». Insomma, il dibattito prosegue, come prosegue la paura che si è diffusa in Europa a causa di queste stragi. 

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