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L'estate è finalmente arrivata dopo un periodo di intenso maltempo: e con l'afa, immancabili, arrivano anche le zanzare. Annunciate dal tradizionale, fastidioso ronzio che spesso ci sveglia durante le sudaticce nottate sfiorandoci l'orecchio, portano con sé sete di sangue, che si esplica in una piccola puntura che come effetto collaterale procura un pruriginoso gonfiore. Sì, ma del sangue di chi sono più assetate? E c'è modo di fermarne gli attacchi? Tante se ne sono dette e tante se ne dicono a riguardo, così è difficile distinguere leggende metropolitane, credenze popolari e certezze scientifiche. Cerchiamo dunque di dipanare la matassa e di fare chiarezza.
Innanzitutto, chiunque si sarà accorto che ci sono soggetti più portati verso le punture, e altri che non vengono sfiorati nemmeno di striscio dai fastidiosi animaletti. Come mai? Esistono varie ragioni. In primis la Culex Pipiens, la specie più diffusa in Italia, è ghiotta di anidride carbonica e acido lattico: cosa che rende la pelle più sudata la più prelibata. In secondo luogo, molto dipende anche dal nostro tipo di sangue: secondo i ricercatori dello Smithsonian Institute di Washington il più ricercato è lo Zero, seguito dal B. Praticamente ignorati, al contrario, i fortunati soggetti portatori del tipo A.
Ma le discriminanti non finiscono qui. La vittima ideale della zanzara è chi più emana calore: per questo, le donne in gravidanza rimangono soggetti ad alto rischio. Siete soliti bere birra per placare la vostra sete e dare refrigerio al vostro organismo tormentato dall'afa? Andateci piano, perché anche la Culex Pipiens è ghiotta di luppolo e malto, e soprattutto del sangue di coloro i quali assumono questa bevanda. E se un tempo almeno di giorno potevamo dormire sonni tranquilli, con la diffusione della Aedes Albopictus, la cosiddetta zanzara tigre, dalle caratteristiche zampette bianche e nere, anche le ore diurne si sono trasformate in territorio di caccia.
Ma cosa causa il classico gonfiore e il prurito? Con la puntura, l'animaletto inocula una saliva con proprietà anticoagulanti prima di estrarre circa 5 microlitri di sangue. Questa sostanza causa rilascio di istamina, agente infiammatorio alla base della reazione allergica, che sarà di entità maggiore o minore a seconda della sensibilità dell'individuo. Come proteggersi dal prelievo? Il consiglio, come spiegato dallo specialista di Igiene e Medicina Preventiva e Presidente della Società Italiana di Medicina dei Viaggiatori e dei Migranti Alberto Tomasi in un'intervista a Repubblica, è quello di privare questi insetti di scorte d'acqua: basta infatti una piccola riserva di cinque giorni perché le zanzare si riproducano. Rimuovere l'acqua stagnante, specie dai sottovasi, è il primo passo verso la loro estinzione.



