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L'incubo del virus Zika, la patologia trasmessa dalla zanzara Aedes Aegypti che si ritiene possa trasmettersi per via sessuale e che provochi microcefalia nei feti, non si placa: soprattutto per il fatto che il focolaio principale si ritiene sia in Brasile, sede degli imminenti Giochi Olimpici. Il timore di poter essere contagiati si è diffuso tra gli atleti: Tejay Van Garderen, ciclista americano, ha già dichiarato di rinunciare alla competizione dei cinque cerchi perché preferisce non far correre alcun pericolo alla propria famiglia; stessa motivazione addotta dal golfista australiano Marc Leishman. Il Dream Team, la nazionale di basket a stelle e strisce, la più forte del mondo, perde i pezzi, con una lista di ben otto superstar che hanno declinato la convocazione dell'allenatore, a cominciare da Steph Curry, votato per due anni consecutivi miglior giocatore della NBA.
Il rischio che lo spettacolo delle Olimpiadi risulti per questa edizione in tono minore a causa del forfait di molti dei protagonisti dello sport è reale: sebbene secondo le autorità brasiliane il rischio di essere contagiati sia fondamentalmente basso, visto che nel paese sudamericano agosto corrisponde all'inverno, stagione dalle condizioni climatiche di certo non favorevoli per la zanzara che trasmette lo Zika. Sulla spinta di ciò, c'è anche chi a Rio 2016 non vuole rinunciare, ma ha deciso di prendere tutte le precauzioni necessarie per minimizzare non solo il pericolo di contagio, ma anche quello di passare poi il virus al partner una volta rientrati dalle Olimpiadi. Intervistato da Marca, il cestista spagnolo Pau Gasol, autentica istituzione della nazionale iberica di basket campione dell'ultimo europeo, ha dichiarato come stia ancora valutando se rispondere alla convocazione del proprio allenatore: ma, nel caso in cui dovesse decidere di prendere parte ai Giochi, prima di partire avrebbe l'accortezza di congelare lo sperma.
In questo modo, il gigante dei Chicago Bulls manterrebbe comunque la possibilità di avere figli con la moglie, senza per questo rischiare di contagiare la coniuge e mettere a repentaglio la salute del feto. I casi di microcefalia in Brasile infatti sono aumentati a dismisura da quando è comparso questo virus, su cui c'è ancora molta incertezza nella comunità scientifica: per questo il portabandiera iberico della spedizione di Londra non ha ancora dato una risposta definitiva sulla sua presenza. Ad ogni modo non sarebbe l'unico a ricorrere al congelamento dello sperma per evitare complicazioni: Greg Rutheford, saltatore in lungo di nazionalità inglese, medaglia d'oro ai Giochi 2012, ha comunicato l'intenzione di ricorrere alla stessa misura perché vuole avere altri figli.



