39enne richiede eutanasia perché gay: è polemica in Belgio

Una notizia destinata a far discutere

Todaysalute.it –

La strage avvenuta in un locale gay di Orlando, dove un uomo di 29 anni ha aperto il fuoco provocando 50 vittime e 53 feriti, alcuni dei quali in condizioni gravissime, ha riaperto una ferita nel cuore dell'America, scossa da un nuovo attentato presumibilmente di origini terroristiche: il giovane, un cittadino statunitense di origini afghane di nome Omar Mateen, avrebbe infatti chiamato il 911 giurando fedeltà allo Stato Islamico, prima di compiere il massacro. Ma pone anche l'attenzione su un altro problema della società moderna: quello del diffuso razzismo e dell'omofobia. L'odio contro la comunità LGBT, purtroppo, non è certo una novità: ma in certe vicende assume contorni ancora più agghiaccianti.

Il caso della strage di Orlando non è sfortunatamente unico in questo senso. Recentemente ha fatto scalpore la notizia dell'uomo di trentanove anni, che in Belgio ha chiesto l'eutanasia in quanto non riesce ad accettare la propria omosessualità. Davvero uno strano caso di omofobia, che porta una persona ad odiare con tutte le forze sé stessa per le proprie inclinazioni sessuali, tanto da voler addirittura annientarsi. L'uomo, il cui nome non è stato rivelato per la privacy ma verso cui nei media ci si riferisce con lo pseudonimo di Sebastien, si dichiara prigioniero del proprio corpo, a causa delle ferite psicologiche che il proprio orientamento gli ha procurato: per questo avrebbe deciso di avvalersi delle norme in maniera di diritto alla morte del Belgio, tra quegli stati in cui l'eutanasia è riconosciuta legalmente.

Al momento, Sebastien è seguito da tre medici che dovranno determinare se la sua volontà di porre fine alla propria vita è in accordo con le linee guida della legge in questione, introdotta oramai ben 14 anni fa: la decisione, ovviamente, è destinata a fare scalpore, sia per un verso che per l'altro, aggiungendo un nuovo argomento alla disputa tra le persone favorevoli alla pratica dell'eutanasia e quelle contrarie. Sebastien non è purtroppo il primo a richiedere la cosiddetta dolce morte allo stato belga per ragioni inerenti il proprio orientamento sessuale: tre anni fa un transessuale di 44 anni, Nathan Verhelst, nato come Nancy, ha chiesto ed ottenuto il diritto a porre termine alla propria esistenza a causa dell'impatto psicologico provocato dall'intervento per il cambio di sesso, venuto male.

La vera paura di Sebastien è quella di essere attratto anche da giovani ed adolescenti, nonostante sia in terapia da 17 anni. Il trentanovenne ha dichiarato alla BBC di aver trascorso un'infanzia molto difficile e solitaria, in cui la madre non ha potuto seguirlo a causa della demenza e gli è stata imposta una rigida educazione cattolica. Inibito, sia da un punto di vista fisico che psicologico, da un'estrema timidezza, Sebastien ha affermato di aver dovuto convivere sin da giovane con un costante senso di vergogna: e che, oramai, non vede altro modo di porre rimedio a questo stato delle cose, se non quello di richiedere l'eutanasia. Ora la palla passa ai medici della commissione, che si troveranno a dover deliberare sulla legittimità di una tale richiesta. I dati affermano che le persone che in Belgio richiedono e ottengono l'eutanasia è in forte crescita, e l'anno scorso ha sfondato il tetto delle 2000 unità.  

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