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Le popstar, specie quelle americane, rappresentano delle icone: autentici esempi da seguire per centinaia di migliaia di fans, ragazzini e ragazzine sparsi per il mondo. Ma che succede se forniscono esempi che loro stessi evitano di seguire? Per capirci, molti di questi cantanti fondano il loro successo non solo, o non tanto, sulle doti canore, ma anche su un aspetto fisico invidiabile, che mettono generosamente in mostra con abiti succinti e che li rende dei sex symbol a livello internazionale. Vietato dunque ingrassare, per questi personaggi pubblici: peccato che molti di loro si rendano protagonisti di spot di prodotti poco salutari, che beneficiano della loro immagine per vendere di più. Il problema è che vendere di più, per quanto riguarda l'uomo comune, significhi ammalarsi di tutte quelle patologie legate ad una condizione di obesità: ed essendo i ragazzini il target più suscettibile e manipolabile in questo senso, ecco che i messaggi che queste pubblicità veicolano diventano particolarmente pericolosi.
La domanda è: cosa succederebbe se Katy Perry, cantante di fama mondiale, con uno stuolo di fans pronta a seguirla ed imitarla, sponsorizzasse alimenti sani come i cereali, o la verdura, invece della Pepsi e delle patatine in sacchetto? I giovani sarebbero più magri? Si tratta di un quesito legittimo, che si sono posti i ricercatori della New York University. Il potere della suggestione: quello stesso potere che le multinazionali conoscono a menadito e sfruttano, e che spesso anche noi conosciamo, rimanendone comunque affascinati e vittime. Lo studio degli esperti americani si è concentrato su un evento che da sempre negli USA possiede un fascino irresistibile: il Super Bowl, la finale del campionato di football, un enorme festa di sport ma non solo visto che ogni anno viene chiamata la popstar del momento per esibirsi di fronte alla platea e ai milioni di persone incollati di fronte allo schermo. Che, oltre a sciropparsi placcaggi, concerti e touch downs, si sorbiscono ogni sorta di pubblicità passi la televisione.
Per questo, gli spot che passano durante il Super Bowl possono permetterseli solo enormi multinazionali di successo: costano tanto, e raggiungono tantissime persone. Secondo lo studio dei ricercatori della New York University, negli ultimi 14 anni solo una pubblicità possedeva contenuti salutari: quella sui pistacchi, il cui testimonial era Psy, autore dell'hit Gangnam Style. L'80% dei vip hanno al contrario sponsorizzato cibi che non fanno che peggiorare l'epidemia di obesità che ha colpito il mondo occidentale: Katy Perry, Justin Timberlake e molti altri sono stati utilizzati a turno per aumentare le vendite dei prodotti della Pepsi, di McDonald's, di catene di cibi messicani e patatine in sacchetto. Un trend che, a quanto si legge sulla rivista specializzata Paediatrics, non ha certo contribuito a diffondere un messaggio positivo tra gli adolescenti. L'auspicio dei ricercatori americani è che, da questo studio in poi, si usi una maggiore attenzione e moderazione: è irrealistico pensare che tutti i teenagers mangino sano, o che tutte le star sponsorizzino prodotti salutari, tuttavia occorrerebbe maggior equilibrio ed uno sfruttamento più consapevole dell'immagine di queste icone, il cui esempio è seguito a livello planetario.



