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La cura del cancro più vicina di quanto pensiamo

Tutti noi purtroppo, chi più chi meno, chi direttamente e chi indirettamente, abbiamo avuto a che fare, abbiamo a che fare, o avremo a che fare, con il cancro: le stime raccontano che entro il 2050, se non troviamo un modo per fermare questa autentica epidemia, una persona su due nel mondo avrà questa malattia durante la propria esistenza. Si tratta di un forte allarme, che fa ben capire l'urgenza di una cura. Ebbene, in questi giorni è comparsa una notizia rassicurante, che farà gioire tutto il genere umano: la cura sarebbe infatti molto più vicina di quanto si pensi. Almeno, questa è l'opinione di un'esperta oncologa, la Dottoressa Rebecca Kristeleit, dello University College London Hospital.

Interpellata sull'argomento nel corso dell'Hay on Wye Festival, l'esperta britannica ha affermato che la ricerca riguardante l'immunoterapia, trattamento rivoluzionario per quel che concerne i pazienti colpiti da neoplasia, sta facendo passi da gigante. «Da oncologa – ha detto – tendo a non utilizzare la parola cura, preferendo vocaboli come remissione. Tuttavia, la cura è il nostro Sacro Graal come medici: ebbene, ora sembra proprio che possiamo iniziare ad utilizzare questo vocabolo». L'immunoterapia rappresenta un approccio nuovo per quel che concerne la lotta contro il cancro: questa malattia, infatti, è molto subdola perché le cellule che la compongono riescono ad ingannare il nostro sistema immunitario e a nascondersi dai suoi attacchi. L'immunoterapia, in pratica, insegna al sistema immunitario come riconoscere e colpire la neoplasia: e i risultati sono davvero incoraggianti, con pazienti che riescono a sconfiggere il tumore e nessun segno di ritorno della patologia anche a distanza.

Cancro alla pelle, ai polmoni, ai reni, al colon, alla testa, al collo: sono tutti i tipi di malattie su cui è stata testata questa nuova terapia, con risultati molto soddisfacenti. Un'autentica rivoluzione appunto, visto che si tratta di alcune delle neoplasie più aggressive e difficili da curare: trovare una cura a queste patologie significherebbe salvare centinaia di migliaia di vite ogni anno. In Inghilterra, un paziente con tumore alla pelle avanzato, considerato normalmente malato terminale, dopo il trattamento è tornato a lavorare e, salvo imprevisti, riuscirà a vivere abbastanza per godersi serenamente la pensione. Ad alcuni è bastato un solo ciclo per guarire; per altri serviranno sessioni ulteriori a distanza di settimane, o mesi. Il consiglio della Kristeleit a tutti i malati di cancro, dunque, è quello di parlare di immunoterapia con il proprio oncologo: l'accesso ai farmaci e ai trials potrebbe essere infatti più semplice di quanto si pensi, e non è necessario per forza volare negli Stati Uniti per beneficiare di questo Sacro Graal della medicina. 

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